![]() |
Modello
di analisi epistemologica disciplinare di Maria
Famiglietti |
CHE COSA È A CHE COSA SERVE SINTASSI Di conseguenza l'analisi muove dalla riflessione sul dominio individuato, dalla quale si ricavano i contenuti propri della disciplina e il lavoro da svolgere consiste nella distillazione verticale di tali contenuti al fine di evidenziare quali sono i saperi essenziali. Questi saperi vengono veicolati mediante linguaggi e quindi dalla definizione dei saperi consegue l'individuazione dei mediatori linguistici peculiari che occorre utilizzare. L'insieme di contenuti e linguaggi produce il quadro delle competenze di base legate a ciascuna disciplina. Ciò non basta per definire l'analisi della disciplina, in quanto ogni campo disciplinare è caratterizzato da metodologie di investigazione proprie. Da un lato esse si ricavano dall'ermeneutica, vale a dire dall'interrogarsi riguardo a quali sono gli occhiali interpretativi, i punti di vista caratteristici della disciplina, ovvero quelli che nel tempo hanno via via caratterizzato la disciplina stessa nel suo sviluppo storico. Dall'altro lato occorre individuare i metodi di ricerca che caratterizzano la disciplina distinguendo tra quelli propri e quelli provenienti da altri campi disciplinari, ma la cui trasversalità ne consente l'utilizzo in quel campo disciplinare. L'insieme dell'ermeneutica e dei metodi di ricerca produce il quadro delle competenze metodologiche proprie di una disciplina. Competenze di base e competenze metodologiche, le prime attinenti al sapere, le seconde relative al saper fare, definiscono una disciplina dal punto di vista intrinseco. Tuttavia l'analisi non è ancora esaustiva, se consideriamo che ogni disciplina entra in rapporto, a livello formativo, con i discenti e occorre quindi inoltrarsi nel campo dei nessi logici trasversali e del nucleo fondante per definire con chiarezza le modalità proprie con le quali una disciplina entra in comunicazione con l'enciclopedia dei saperi di cui ogni soggetto è portatore, nonché definire quale sia il nucleo fondante che regge la disciplina e ne costituisce quindi la competenza più significativa per chi apprende. L'insieme dei nessi logici e trasversali e del nucleo fondante, che si traduce nelle competenze euristiche originate dalla disciplina, ci dà la misura del suo potenziale generativo e la valenza formativa che il metodo di questa disciplina costituisce nel momento in cui entra in un curricolo di formazione della persona. UN ESEMPIO PER LA TECNOLOGIA Da questi contenuti discendono i saperi essenziali
della disciplina, e questi permettono di raggiungere delle competenze
elementari che si esprimono attraverso una serie di mediatori linguistici
per la lettura dell'artefatto e che costituiscono i linguaggi della tecnologia:
ad esempio il linguaggio della rappresentazione grafica, il linguaggio
simbolico e quello analogico. A sua volta l'artefatto stesso ha un suo
linguaggio mediante il quale ci comunica forma, funzioni, epoca, status
symbol ecc. Entrando ora nel campo delle metodologie, in primo
luogo occorre effettuare una chiara distinzione di tipo logico-formale
circa i differenti punti di vista (i diversi occhiali) attraverso i quali
noi possiamo giungere a differenti piani di lettura connessi alla tecnologia.
Queste diverse modalità di conoscenza legate alla lettura dell'artefatto costituiscono proprio i principali punti di vista logici dell'ermeneutica della tecnologia e soddisfano, all'interno del modello di analisi che abbiamo assunto, alla prima parte del punto relativo alle competenze metodologiche che questa disciplina conferisce.Una volta chiariti i differenti punti di vista che la disciplina contiene, occorre individuare quali siano le metodologie di investigazione peculiari della tecnologia. Esse si possono articolare in tre ambiti distinti:
Abbiamo dunque verificato che i risultati sin qui prodotti dalla nostra analisi sulla tecnologia soddisfano anche il secondo punto del modello di analisi disciplinare proposto da Frabboni e dunque, sotto il profilo intrinseco, l'Educazione tecnologica risulta adeguatamente definita come disciplina. Vediamo ora di completare la verifica inoltrandoci nel terzo punto, quello relativo alle competenze euristiche, vale a dire l'analisi della tecnologia nella sua dimensione formativa quando entra in rapporto con i soggetti che apprendono. Se ci domandiamo, così, quali siano i congegni
trasversali e interdisciplinari propri dell'Educazione tecnologica, il
nostro pensiero corre subito alla modellizzazione come processo cognitivo
di lettura dell'artefatto, alla quale abbiamo accennato poco sopra parlando
di metodologie di investigazione peculiari della nostra disciplina. Guidare
i giovani alla costruzione di modelli (simbolici, analogici, logici) per
la lettura dell'artefatto e per la costruzione di nuova conoscenza sul
mondo artificiale significa, infatti, sviluppare in essi una serie importante
di capacità cognitive e operative che derivano dallo studio della
disciplina e ad essa sono strettamente connesse, ma che divengono capacità
squisitamente trasversali in quanto scaturiscono dalla presa di coscienza
e dal controllo di operazioni mentali basilari quali l'analisi, l'istituzione
di relazioni, la sintesi. Oppure, ancora, si pensi al metodo delle prove sperimentali, mediante il quale si sviluppano capacità di costruire ipotesi nel campo della possibilità e della probabilità, in particolare sullo studio dei materiali e sul loro comportamento. E ancora si consideri il "fare" per prove ed errori, oggi realizzabile anche con il supporto del computer, che sviluppa capacità del pensiero predittivo e capacità decisionali. Per quanto riguarda, poi, i modelli logici, ad esempio la R.A.RE.CO. per la costruzione dei saperi relativi all'oggetto, essi sviluppano capacità di operare mediante criteri i quali permettono il controllo di ogni minimo atto linguistico che sta alla base della descrizione della conoscenza. Come si può notare dagli esempi che abbiamo
accennato, in questa dimensione formativa di congegni trasversali l'Educazione
tecnologica si caratterizza con un "fare" che non è più
di tipo addestrativo, di tipo esecutivo e quindi circoscritto e non esportabile,
ma diviene un "fare" operativo che sviluppa capacità
spendibili in contesti disciplinari differenti sia di ambito scientifico,
sia linguistico espressivo. |
Il modello di Frabboni
| Processi di azione didattica per
l’apprendi- mento Indicatori di natura epistemologica |
competenze
elementari |
competenze
metodologiche |
competenze euristiche (elemento dinamico della disciplina) |
|||
|
Saperi essenziali |
Mediatori linguistici |
Logica formale |
Congegni investigativi |
Nessi logici e trasversali |
Nucleo fondante |
|
Contenuti |
Quali sono i saperi essenziali della sua
disciplina? (o ambiti o campi di esperienza |
dd |
dd |
dd |
dd |
dd |
Linguaggi |
dd |
Quali sono le padronan-ze linguistiche
della sua disciplina? (quali sono i linguaggi e le caratteri-stiche dei
linguaggi) |
dd |
dd |
dd |
dd |
| Ermeneutica | dd |
dd |
Quali sono i principali punti di vista
logici (l’occhiale interpretati-vo) della sua disciplina? |
dd |
dd |
dd |
Metodologia della ricerca |
dd |
dd |
dd |
Quali sono le forme della ricerca della
sua disciplina? |
dd |
dd |
Potenziale generativo |
dd |
dd |
dd |
dd |
Quali sono i congegni trasversali e interdiscipli-nari
della sua disciplina? |
dd |
Metodo |
dd |
dd |
dd |
dd |
dd |
Qual è il metodo (il nucleo fondante)
che regge lo statuto della sua disciplina? |
Il modello di Frabboni elaborato da Luigi D’Elia e Fiore Moscato per la Tecnologia
| Processi di azione didattica
per l’apprendi- mento Indicatori di natura epistemologica |
competenze elementari |
competenze metodologiche |
competenze euristiche (elemento dinamico della disciplina) |
|||
|
Saperi essenziali |
Mediatori linguistici |
Logica formale |
Congegni investigativi |
Nessi logici e trasversali |
Nucleo fondante |
|
|
(un click!) |
|
|||||
Linguaggi |
|
|||||
Ermeneutica |
Punti di vista (i diversi occhiali)
|
|||||
Metodologia della ricerca |
Metodi
|
|||||
Potenziale generativo |
Modellizzazione come processo cognitivo di lettu-ra dell’artefatto (modelli logici, analogici, simbolici) | |||||
Metodo |
Operare per problemi (Problem solving) (Problem posing) |
|||||