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CHE COSA È
Il controllo è l’azione di colui che ha la necessità
di attivare la verifica e/o la regolazione delle risorse (materiali, energia,
informazioni), dei loro flussi e trasformazioni produttive per la realizzazione
di quanto è sotto la sua responsabilità.
A CHE COSA SERVE
Il controllo serve a garantire che l’azione produttiva (preparazione,
ricerca, trasformazione, fabbricazione, confezionamento, deposito, trasporto,
distribuzione, manipolazione, vendita, uso di materiali energia e informazioni)
avvenga secondo il progetto e nel rispetto di norme legali, etiche, e
di sicurezza del sistema.
E’ generalmente centrato su qualità e quantità ed
assume connotazioni diverse in relazione all’ambito entro il quale
avviene.
Attenzione!!!
- La differenza tra il controllo e il confronto
sta nel fatto che il primo ha in sé l’elemento di regolazione.
Mentre nel confronto ci si limita a fotografare similitudini e differenze
ed è quindi assimilabile ad una analisi dei dati, nel controllo
abbiamo la possibilità di intervenire per modificare o eliminare
alcune variabili in relazione ad un modello preesistente.
- Il controllo non va confuso con la valutazione.
La seconda è dipendente dal primo dovendo tener conto dei dati
rilevati, ma mentre il controllo riguarda la misurazione, la verifica
o la regolazione, seguendo procedure e parametri fissati, la valutazione
tiene conto anche di elementi soggettivi, talvolta considera le possibilità
legate ad un evento e le probabilità che queste si realizzino.
Attenzione!!!
1. La differenza tra il controllo e il confronto sta nel fatto che il
primo ha in sé l’elemento di regolazione. Mentre nel confronto
ci si limita a fotografare similitudini e differenze ed è quindi
assimilabile ad una analisi dei dati, nel controllo abbiamo la possibilità
di intervenire per modificare o eliminare alcune variabili in relazione
ad un modello preesistente.
2. Il controllo non va confuso con la valutazione. La seconda è
dipendente dal primo dovendo tener conto dei dati rilevati, ma mentre
il controllo riguarda la misurazione, la verifica o la regolazione, seguendo
procedure e parametri fissati, la valutazione tiene conto anche di elementi
soggettivi, talvolta considera le possibilità legate ad un evento
e le probabilità che queste si realizzino.
QUAL È LO SPECIFICO
Il controllo negli approcci multidisciplinari
Il controllo in Tecnologia è presente quando affrontiamo conoscenze
e problemi dal punto di vista:
- Progettuale nell’area dello studio di fattibilità
- Gestionale nelle aree:
- della realizzazione
- della manutenzione
- della sicurezza
- Valutativo socio-economico
- Valutativo socio-ecologico
Nel campo della progettazione, il controllo assume
rilevanza perché fa la differenza tra un’idea progettuale
ed un progetto concreto. La verifica delle condizioni necessarie, la reperibilità
delle risorse, sia umane che finanziarie che di tempo, la ricettività
dei destinatari del prodotto, la convenienza a produrre, sono alcuni dei
criteri di cui tenere conto nel controllare la fattibilità di un’idea
e rendono visibili i vincoli e le risorse esistenti.
Per gli aspetti legati alla sicurezza, assume rilevanza
il concetto di rischio; infatti non è importante la possibilità
che un evento accada, ma la probabilità che ciò avvenga.
Per quegli aspetti che coinvolgono la visione economica
delle situazioni, la funzione di controllo osserva i costi, i flussi finanziari,
e il raggiungimento degli obiettivi fissati nel piano di costi/ricavi.
Tali criteri di controllo assumono valenza diversa se all’aspetto
economico si affianca l’aspetto sociale o quello ecologico, per
i quali entrano in gioco criteri soggettivi e di qualità della
vita che condizionano fortemente l’equilibrio costi/ricavi. I costi
sociali e i ricavi in benessere individuale e sociale nell’ambiente
produttivo e naturale, sono difficilmente quantificabili e la loro misurazione
non può avvenire in tempi brevi.
Questa differenza emerge con maggiore rilevanza quando si affronta l’aspetto
del controllo della qualità.
Il controllo di qualità
Il controllo della qualità è un’operazione certificabile
che garantisce la qualità dei prodotti a seguito di lavorazioni
ottimizzate. Questo tipo di certificazione nasce per la certificazione
di qualità dei prodotti industriali, dove è possibile l’inferenza:
“un processo produttivo qualitativamente elevato, che utilizza materiali,
energia e informazioni di qualità, conduce ad un prodotto di qualità”.
In altri termini, se gli elementi del sistema sono di qualità,
il prodotto finale non può non essere di qualità. Ma ciò
è vero nei sistemi produttivi chiusi, dove gli accessi al ciclo
produttivo sono controllati ed è possibile operare una selezione
e continue regolazioni in funzione del risultato atteso.
Ma nei sistemi produttivi aperti, come le coltivazioni agricole o i servizi
alle persone, tali parametri mostrano forti limiti in quanto i risultati
non dipendono esclusivamente dai fattori interni al ciclo di produzione.
Nella scuola i risultati di uno studente non dipendono solamente dalla
bontà dell’insegnamento o dalla qualità dei servizi
offerti, esistono infinite variabili, incontrollabili dal sistema che
determinano delle ricadute: la famiglia, i coetanei, TV e internet, la
pressione della maturazione psico-fisica degli studenti che sono persone
in fase di crescita, ecc.
Rimanendo nel campo della scuola come esempio di produzione aperta, quello
che si può controllare è la qualità del servizio,
ossia che ad ogni soggetto in entrata siano fornite le migliori condizioni
affinché raggiunga i risultati concordati, che si mettano in atto
tutte le strategie necessarie per condurre al successo formativo, ma non
si può certo valutare la qualità dei prodotti e da essi
la qualità del servizio. Per estensione controllare la qualità
significa controllare che il processo produttivo avvenga sempre nelle
medesime condizioni e che sia capace di adattarsi alle diverse caratteristiche
delle risorse a disposizione.
Possibilità e probabilità
Una delle caratteristiche più importanti del controllo è
l’essere indipendente dal controllore. Ogni soggetto – dal
consumatore al responsabile della produzione, dall’amministratore
pubblico all’esecutore di procedure – sente il bisogno di
avere garantito che le operazioni di controllo siano affidabili, nel senso
che siano sicure, ma anche non arbitrarie. Questo non solo per una questione
di sicurezza, ma soprattutto perché è un elemento fondante
del rapporto di fiducia tra soggetti.
Ciò comporta la necessità di una puntuale descrizione delle
procedure, anche attraverso istruzioni scritte, schemi, algoritmi, non
sicuramente per eliminare, ma per tentare di ridurre le probabilità
di errore e di arbitrio. E’ sempre possibile infatti che l’operatore
addetto al controllo non segua le procedure previste e che quindi anch’esso
abbia bisogno di un controllo o di un adeguamento, occorre fare in modo
che ciò non diventi probabile.
PROCEDURA
L’azione di controllo si articola in fasi:
- Analisi dei rischi
a) identificazione dei punti nodali del ciclo di produzione (uso del
PERT)
b) definizione dei parametri quanti-qualitativi, di indicatori e descrittori
e delle relative tolleranze
c) individuazione delle decisioni da prendere e dei margini di autonomia
da controllare
- Definizione delle procedure
a) definizioni di procedure di controllo e sorveglianza dei punti nodali
(modalità, strumenti, tempi, compiti, documentazione)
b) eventuale automazione del percorso da sottoporre anch’esso
alle procedure di checkup
c) definizione delle procedure di ripristino delle condizioni e di intervento
sulle conseguenze
d) esame periodico delle procedure
- Confronto
a) lettura quanti-qualitativa dei dati di produzione
b) verifica del rispetto delle tolleranze
- Documentazione
a) stesura della istruzioni in modo tale che il controllo sia realizzabile
da più soggetti intercambiabili
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