Il controllo di
Ferdinando Riotta

Gruppo InterIRRE di Ricerca sull’insegnamento della Tecnologia

 

CHE COSA È
Il controllo è l’azione di colui che ha la necessità di attivare la verifica e/o la regolazione delle risorse (materiali, energia, informazioni), dei loro flussi e trasformazioni produttive per la realizzazione di quanto è sotto la sua responsabilità.

A CHE COSA SERVE
Il controllo serve a garantire che l’azione produttiva (preparazione, ricerca, trasformazione, fabbricazione, confezionamento, deposito, trasporto, distribuzione, manipolazione, vendita, uso di materiali energia e informazioni) avvenga secondo il progetto e nel rispetto di norme legali, etiche, e di sicurezza del sistema.
E’ generalmente centrato su qualità e quantità ed assume connotazioni diverse in relazione all’ambito entro il quale avviene.


Attenzione!!!

  1. La differenza tra il controllo e il confronto sta nel fatto che il primo ha in sé l’elemento di regolazione. Mentre nel confronto ci si limita a fotografare similitudini e differenze ed è quindi assimilabile ad una analisi dei dati, nel controllo abbiamo la possibilità di intervenire per modificare o eliminare alcune variabili in relazione ad un modello preesistente.
  2. Il controllo non va confuso con la valutazione. La seconda è dipendente dal primo dovendo tener conto dei dati rilevati, ma mentre il controllo riguarda la misurazione, la verifica o la regolazione, seguendo procedure e parametri fissati, la valutazione tiene conto anche di elementi soggettivi, talvolta considera le possibilità legate ad un evento e le probabilità che queste si realizzino.

Attenzione!!!
1. La differenza tra il controllo e il confronto sta nel fatto che il primo ha in sé l’elemento di regolazione. Mentre nel confronto ci si limita a fotografare similitudini e differenze ed è quindi assimilabile ad una analisi dei dati, nel controllo abbiamo la possibilità di intervenire per modificare o eliminare alcune variabili in relazione ad un modello preesistente.
2. Il controllo non va confuso con la valutazione. La seconda è dipendente dal primo dovendo tener conto dei dati rilevati, ma mentre il controllo riguarda la misurazione, la verifica o la regolazione, seguendo procedure e parametri fissati, la valutazione tiene conto anche di elementi soggettivi, talvolta considera le possibilità legate ad un evento e le probabilità che queste si realizzino.

QUAL È LO SPECIFICO
Il controllo negli approcci multidisciplinari
Il controllo in Tecnologia è presente quando affrontiamo conoscenze e problemi dal punto di vista:

  • Progettuale nell’area dello studio di fattibilità
  • Gestionale nelle aree:
    • della realizzazione
    • della manutenzione
    • della sicurezza
  • Valutativo socio-economico
  • Valutativo socio-ecologico

Nel campo della progettazione, il controllo assume rilevanza perché fa la differenza tra un’idea progettuale ed un progetto concreto. La verifica delle condizioni necessarie, la reperibilità delle risorse, sia umane che finanziarie che di tempo, la ricettività dei destinatari del prodotto, la convenienza a produrre, sono alcuni dei criteri di cui tenere conto nel controllare la fattibilità di un’idea e rendono visibili i vincoli e le risorse esistenti.

Per gli aspetti legati alla sicurezza, assume rilevanza il concetto di rischio; infatti non è importante la possibilità che un evento accada, ma la probabilità che ciò avvenga.

Per quegli aspetti che coinvolgono la visione economica delle situazioni, la funzione di controllo osserva i costi, i flussi finanziari, e il raggiungimento degli obiettivi fissati nel piano di costi/ricavi. Tali criteri di controllo assumono valenza diversa se all’aspetto economico si affianca l’aspetto sociale o quello ecologico, per i quali entrano in gioco criteri soggettivi e di qualità della vita che condizionano fortemente l’equilibrio costi/ricavi. I costi sociali e i ricavi in benessere individuale e sociale nell’ambiente produttivo e naturale, sono difficilmente quantificabili e la loro misurazione non può avvenire in tempi brevi.
Questa differenza emerge con maggiore rilevanza quando si affronta l’aspetto del controllo della qualità.

Il controllo di qualità
Il controllo della qualità è un’operazione certificabile che garantisce la qualità dei prodotti a seguito di lavorazioni ottimizzate. Questo tipo di certificazione nasce per la certificazione di qualità dei prodotti industriali, dove è possibile l’inferenza: “un processo produttivo qualitativamente elevato, che utilizza materiali, energia e informazioni di qualità, conduce ad un prodotto di qualità”.
In altri termini, se gli elementi del sistema sono di qualità, il prodotto finale non può non essere di qualità. Ma ciò è vero nei sistemi produttivi chiusi, dove gli accessi al ciclo produttivo sono controllati ed è possibile operare una selezione e continue regolazioni in funzione del risultato atteso.
Ma nei sistemi produttivi aperti, come le coltivazioni agricole o i servizi alle persone, tali parametri mostrano forti limiti in quanto i risultati non dipendono esclusivamente dai fattori interni al ciclo di produzione. Nella scuola i risultati di uno studente non dipendono solamente dalla bontà dell’insegnamento o dalla qualità dei servizi offerti, esistono infinite variabili, incontrollabili dal sistema che determinano delle ricadute: la famiglia, i coetanei, TV e internet, la pressione della maturazione psico-fisica degli studenti che sono persone in fase di crescita, ecc.
Rimanendo nel campo della scuola come esempio di produzione aperta, quello che si può controllare è la qualità del servizio, ossia che ad ogni soggetto in entrata siano fornite le migliori condizioni affinché raggiunga i risultati concordati, che si mettano in atto tutte le strategie necessarie per condurre al successo formativo, ma non si può certo valutare la qualità dei prodotti e da essi la qualità del servizio. Per estensione controllare la qualità significa controllare che il processo produttivo avvenga sempre nelle medesime condizioni e che sia capace di adattarsi alle diverse caratteristiche delle risorse a disposizione.

Possibilità e probabilità
Una delle caratteristiche più importanti del controllo è l’essere indipendente dal controllore. Ogni soggetto – dal consumatore al responsabile della produzione, dall’amministratore pubblico all’esecutore di procedure – sente il bisogno di avere garantito che le operazioni di controllo siano affidabili, nel senso che siano sicure, ma anche non arbitrarie. Questo non solo per una questione di sicurezza, ma soprattutto perché è un elemento fondante del rapporto di fiducia tra soggetti.
Ciò comporta la necessità di una puntuale descrizione delle procedure, anche attraverso istruzioni scritte, schemi, algoritmi, non sicuramente per eliminare, ma per tentare di ridurre le probabilità di errore e di arbitrio. E’ sempre possibile infatti che l’operatore addetto al controllo non segua le procedure previste e che quindi anch’esso abbia bisogno di un controllo o di un adeguamento, occorre fare in modo che ciò non diventi probabile.

PROCEDURA
L’azione di controllo si articola in fasi:

  1. Analisi dei rischi
    a) identificazione dei punti nodali del ciclo di produzione (uso del PERT)
    b) definizione dei parametri quanti-qualitativi, di indicatori e descrittori e delle relative tolleranze
    c) individuazione delle decisioni da prendere e dei margini di autonomia da controllare
  2. Definizione delle procedure
    a) definizioni di procedure di controllo e sorveglianza dei punti nodali (modalità, strumenti, tempi, compiti, documentazione)
    b) eventuale automazione del percorso da sottoporre anch’esso alle procedure di checkup
    c) definizione delle procedure di ripristino delle condizioni e di intervento sulle conseguenze
    d) esame periodico delle procedure
  3. Confronto
    a) lettura quanti-qualitativa dei dati di produzione
    b) verifica del rispetto delle tolleranze
  4. Documentazione
    a) stesura della istruzioni in modo tale che il controllo sia realizzabile da più soggetti intercambiabili
home
protocolli
progetti