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CHE COSA E'
Il CL, secondo una definizione data da Comoglio, “è al tempo
stesso un metodo e un contesto di apprendimento in cui obiettivi e attività devono
essere pensati in funzione del lavoro collaborativo”. Con il
CL si strutturano contesti d’apprendimento, in cui necessitano
processi cognitivi di livello più elevato, fondati sulla collaborazione
tra i componenti del gruppo per il raggiungimento di un obiettivo comune. Bisogna
stare molto attenti a non scambiare il CL con il classico lavoro per
gruppi, poiché il CL è in realtà un approccio educativo,
oltre che un metodo e un insieme di tecniche di lavoro in gruppo. Esso
vuole integrare processi apprenditivi, gestione della classe, apprendimento
centrato sull’alunno (A.C.A.) e valorizzare la partecipazione,
la responsabilità, l’impegno, la motivazione individuale
e di gruppo. Ciò viene confermato dalle ricerche condotte
sul modello cooperativo, che hanno evidenziato: migliori risultati da
parte degli studenti (sia con alta, sia con media e bassa capacità d’apprendimento);
relazioni più positive (spirito di squadra, rapporti amicali,
sostegno reciproco); maggiore benessere psicologico (autoefficacia, autostima,
miglioramento dell’immagine di sé).
SINTASSI
La società odierna è una società in continuo
e veloce mutamento, e la scuola fa fatica a dare risposte adeguate alle
sue continue richieste. Nonostante l’introduzione delle nuove tecnologie
nel contesto scolastico, la crescente professionalità del corpo
docente, l’applicazione di nuove metodologie, non si riesce ad
accogliere la pressante richiesta di interventi individualizzati. Individualizzazione
che diviene legittima conseguenza nel momento in cui i progressi compiuti
dalle neuroscienze, sulle modalità apprenditive, spostano l’attenzione
dall’insegnamento all’apprendimento e i ragazzi porgono,
anche se in maniera più o meno esplicita, pressanti domande di
aiuto, perché, vivendo in una società fortemente massificante,
manifestano la necessità di far valere la propria individualità,
la propria affettività ed il bisogno di realizzare il sé rispondente
a personali interessi, motivazioni e attitudini. Si rende necessario,
allora, trovare delle soluzione nuove che mettano in campo risorse altre
rispetto a quelle già attivate. Una possibile soluzione è data
dal Cooperative Learning (Apprendimento Cooperativo) che pone l’attenzione
sugli studenti, che diventano i protagonisti e soprattutto i soggetti
del loro processo d’apprendimento. Il Cooperative Learning (CL) è oggi
molto diffuso in diversi paesi, quali Israele, U.S.A., Canada, Paesi
Scandinavi, Olanda, ed esistono diverse modalità d’applicazione,
quali: il Learning Together di D.T. Johnson e R. Johnson (C.L. Center
dell’University of Minnesota), lo Structural Approach di S. Kagan
e M. Kagan (Centro San Juan Capistrano – California), il Group
Investigation ( ricercatori dell’Università di Tel Aviv),….
Assetto
nel Cooperative LearninG Il gruppo
ha in questo contesto totale autonomia; infatti i gruppi devono risolvere
in maniera autonoma il problema
posto,
per cui l’insegnante non deve interferire con il lavoro del gruppo,
a meno di casi particolarissimi, in cui è l’intero gruppo
che ne richiede la presenza suggerendo e/o consigliando. I gruppi
sono strutturati tenendo conto: della fascia d’età, del
grado di abilità sociali posseduto, dei livelli apprenditivi,
degli stili cognitivi, delle motivazioni, dei contesti sociali, degli
obiettivi da perseguire, ma per definirsi cooperativi, devono rispondere
a cinque caratteristiche peculiari: - interdipendenza
positiva
- responsabilità personale
e di gruppo,ì
- interazione
promozionale faccia a faccia
- possesso
di abilità sociali
- revisione
e perfezionamento del lavoro di gruppo (valutazione di gruppo).
PROCEDURA L’interdipendenza
positiva è la condizione che promuove l’attitudine a pensare
il gruppo come un tutto interconnesso, in cui il destino di uno è legato
a quello degli altri e il successo di ogni singolo membro dipende dal
successo di tutti i membri. L’interdipendenza positiva non è vissuta
solo a livello soggettivo, in quanto il conseguimento dell’obiettivo
dipende dall’impegno a lavorare insieme, per tale motivo il singolo
non si preoccupa solo del proprio rendimento, ma anche di quello degli
altri. Il concetto di responsabilità individuale si identifica
nella necessità di collaborare a favore del compagno in difficoltà,
non per sostituirlo, ma per aiutarlo in ciò che gli è richiesto
di fare, in quanto un risultato scadente influirebbe sulla prestazione
finale di tutto il gruppo. L’interazione promozionale faccia
a faccia viene definita come il clima generale che si vive dentro il
gruppo cooperativo di lavoro. Star bene con gli altri quando si lavora
insieme. Il clima è determinato da comportamenti che esprimono
atteggiamenti profondi di stima, rispetto, accettazione reciproca. Per
conseguire un tale obiettivo relazionale, necessitano tempi lunghi e
dovrebbe essere esteso a tutto l’ambiente scolastico. Per un
efficace lavoro cooperativo è essenziale sviluppare adeguate competenze
sociali, identificabili in abilità comunicative, capacità di
gestire conflitti, prendere decisioni, risolvere problemi, al fine di
rendere efficienti le relazioni interpersonali. Il processo di autovalutazione
si fonda sul concetto di trasformare il processo valutativo da elemento
estrinseco all’apprendimento a strumento funzionale all’apprendimento;
quindi educare ad autovalutarsi impone non solo di esaminare la propria
prestazione, quella dei compagni e dell’intero gruppo, intervenendo
sulle prestazioni stesse nel caso in cui fossero inferiori agli standard
richiesti. Ciò fornisce un continuo feedback reciproco sul lavoro
svolto in uno stato di tensione migliorativa costante. Ulteriore riflessione
autovalutativa va fatta a livello di confronto fra i vari gruppi in cui è stata
suddivisa la classe o il modulo. Utile strumento di supporto all’autovalutazione è,infine,
la costruzione del portfolio, in quanto dà agli studenti la possibilità di
orientare il loro apprendimento, documentandone gli sforzi, i traguardi,
la crescita nel sapere, la capacità di esprimersi ed usare le
proprie attitudini. Introducendo diffusamente l’apprendimento
cooperativo, la struttura organizzativa della classe/modulo diventa un
contesto basato sul gruppo e sulla qualità delle prestazioni,
si tratta di un cambiamento fondamentale che influenzerà tutti
gli aspetti della vita del gruppo. L’intervento dell’insegnante
nell’uso dell’apprendimento cooperativo, si articola in quattro
fasi: - programmare e prendere
una serie di decisioni preliminari
- spiegare
agli studenti il compito assegnato e le modalità per lavorare
insieme
- condurre la lezione
controllando i gruppi e intervenendo, se strettamente necessario
- valutare
la qualità del lavoro
svolto ed assicurarsi che gli studenti discutano nei loro gruppi l’efficacia
della loro collaborazione
CONCLUSIONE Il
Cooperative Learning è qualcosa di molto diverso da uno strumento utile alla risoluzione
di problemi inerenti la gestione ordinaria della classe. E’ soprattutto
un modo nuovo di fare “scuola” che integra diverse prospettive
che sono oggi all’attenzione della ricerca educativa più avanzata,
come la comunità d’apprendimento, l’insegnamento individualizzato,
la valutazione e la cognizione. Bibliografia Blum,
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J. A. (1996) (Eds.). A handbook for student performance assessment in an era
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