Il cooperative learning di
Antonina Enea- Gruppo InterIRRE di Ricerca sull’insegnamento della Tecnologia

 

CHE COSA E'
Il CL, secondo una definizione data da Comoglio, “è al tempo stesso un metodo e un contesto di apprendimento in cui obiettivi e attività devono essere pensati in funzione del lavoro collaborativo”.
Con il CL si strutturano contesti d’apprendimento, in cui necessitano processi cognitivi di livello più elevato, fondati sulla collaborazione tra i componenti del gruppo per il raggiungimento di un obiettivo comune.
Bisogna stare molto attenti a non scambiare il CL con il classico lavoro per gruppi, poiché il CL è in realtà un approccio educativo, oltre che un metodo e un insieme di tecniche di lavoro in gruppo. Esso vuole integrare processi apprenditivi, gestione della classe, apprendimento centrato sull’alunno (A.C.A.) e valorizzare la partecipazione, la responsabilità, l’impegno, la motivazione individuale e di gruppo.
Ciò viene confermato dalle ricerche condotte sul modello cooperativo, che hanno evidenziato: migliori risultati da parte degli studenti (sia con alta, sia con media e bassa capacità d’apprendimento); relazioni più positive (spirito di squadra, rapporti amicali, sostegno reciproco); maggiore benessere psicologico (autoefficacia, autostima, miglioramento dell’immagine di sé).

SINTASSI
La società odierna è una società in continuo e veloce mutamento, e la scuola fa fatica a dare risposte adeguate alle sue continue richieste. Nonostante l’introduzione delle nuove tecnologie nel contesto scolastico, la crescente professionalità del corpo docente, l’applicazione di nuove metodologie, non si riesce ad accogliere la pressante richiesta di interventi individualizzati. Individualizzazione che diviene legittima conseguenza nel momento in cui i progressi compiuti dalle neuroscienze, sulle modalità apprenditive, spostano l’attenzione dall’insegnamento all’apprendimento e i ragazzi porgono, anche se in maniera più o meno esplicita, pressanti domande di aiuto, perché, vivendo in una società fortemente massificante, manifestano la necessità di far valere la propria individualità, la propria affettività ed il bisogno di realizzare il sé rispondente a personali interessi, motivazioni e attitudini. Si rende necessario, allora, trovare delle soluzione nuove che mettano in campo risorse altre rispetto a quelle già attivate.
Una possibile soluzione è data dal Cooperative Learning (Apprendimento Cooperativo) che pone l’attenzione sugli studenti, che diventano i protagonisti e soprattutto i soggetti del loro processo d’apprendimento.
Il Cooperative Learning (CL) è oggi molto diffuso in diversi paesi, quali Israele, U.S.A., Canada, Paesi Scandinavi, Olanda, ed esistono diverse modalità d’applicazione, quali: il Learning Together di D.T. Johnson e R. Johnson (C.L. Center dell’University of Minnesota), lo Structural Approach di S. Kagan e M. Kagan (Centro San Juan Capistrano – California), il Group Investigation ( ricercatori dell’Università di Tel Aviv),….

Assetto nel Cooperative LearninG
Il gruppo ha in questo contesto totale autonomia; infatti i gruppi devono risolvere in maniera autonoma il problema posto, per cui l’insegnante non deve interferire con il lavoro del gruppo, a meno di casi particolarissimi, in cui è l’intero gruppo che ne richiede la presenza suggerendo e/o consigliando.
I gruppi sono strutturati tenendo conto: della fascia d’età, del grado di abilità sociali posseduto, dei livelli apprenditivi, degli stili cognitivi, delle motivazioni, dei contesti sociali, degli obiettivi da perseguire, ma per definirsi cooperativi, devono rispondere a cinque caratteristiche peculiari:

  • interdipendenza positiva
  • responsabilità personale e di gruppo,ì
  • interazione promozionale faccia a faccia
  • possesso di abilità sociali
  • revisione e perfezionamento del lavoro di gruppo (valutazione di gruppo).

PROCEDURA
L’interdipendenza positiva è la condizione che promuove l’attitudine a pensare il gruppo come un tutto interconnesso, in cui il destino di uno è legato a quello degli altri e il successo di ogni singolo membro dipende dal successo di tutti i membri. L’interdipendenza positiva non è vissuta solo a livello soggettivo, in quanto il conseguimento dell’obiettivo dipende dall’impegno a lavorare insieme, per tale motivo il singolo non si preoccupa solo del proprio rendimento, ma anche di quello degli altri.
Il concetto di responsabilità individuale si identifica nella necessità di collaborare a favore del compagno in difficoltà, non per sostituirlo, ma per aiutarlo in ciò che gli è richiesto di fare, in quanto un risultato scadente influirebbe sulla prestazione finale di tutto il gruppo.
L’interazione promozionale faccia a faccia viene definita come il clima generale che si vive dentro il gruppo cooperativo di lavoro. Star bene con gli altri quando si lavora insieme. Il clima è determinato da comportamenti che esprimono atteggiamenti profondi di stima, rispetto, accettazione reciproca. Per conseguire un tale obiettivo relazionale, necessitano tempi lunghi e dovrebbe essere esteso a tutto l’ambiente scolastico.
Per un efficace lavoro cooperativo è essenziale sviluppare adeguate competenze sociali, identificabili in abilità comunicative, capacità di gestire conflitti, prendere decisioni, risolvere problemi, al fine di rendere efficienti le relazioni interpersonali.
Il processo di autovalutazione si fonda sul concetto di trasformare il processo valutativo da elemento estrinseco all’apprendimento a strumento funzionale all’apprendimento; quindi educare ad autovalutarsi impone non solo di esaminare la propria prestazione, quella dei compagni e dell’intero gruppo, intervenendo sulle prestazioni stesse nel caso in cui fossero inferiori agli standard richiesti. Ciò fornisce un continuo feedback reciproco sul lavoro svolto in uno stato di tensione migliorativa costante. Ulteriore riflessione autovalutativa va fatta a livello di confronto fra i vari gruppi in cui è stata suddivisa la classe o il modulo. Utile strumento di supporto all’autovalutazione è,infine, la costruzione del portfolio, in quanto dà agli studenti la possibilità di orientare il loro apprendimento, documentandone gli sforzi, i traguardi, la crescita nel sapere, la capacità di esprimersi ed usare le proprie attitudini.
Introducendo diffusamente l’apprendimento cooperativo, la struttura organizzativa della classe/modulo diventa un contesto basato sul gruppo e sulla qualità delle prestazioni, si tratta di un cambiamento fondamentale che influenzerà tutti gli aspetti della vita del gruppo.
L’intervento dell’insegnante nell’uso dell’apprendimento cooperativo, si articola in quattro fasi:

  • programmare e prendere una serie di decisioni preliminari
  • spiegare agli studenti il compito assegnato e le modalità per lavorare insieme
  • condurre la lezione controllando i gruppi e intervenendo, se strettamente necessario
  • valutare la qualità del lavoro svolto ed assicurarsi che gli studenti discutano nei loro gruppi l’efficacia della loro collaborazione

CONCLUSIONE
Il Cooperative Learning è qualcosa di molto diverso da uno strumento utile alla risoluzione di problemi inerenti la gestione ordinaria della classe. E’ soprattutto un modo nuovo di fare “scuola” che integra diverse prospettive che sono oggi all’attenzione della ricerca educativa più avanzata, come la comunità d’apprendimento, l’insegnamento individualizzato, la valutazione e la cognizione.

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Siti
http://www.scintille.it
http://www.erickson.it
http://www.kaganonline.com
http://giovani.ups.urbe.it/coop
http://www.soc.unitn.it/circle/modelli.htm
http://www.clcrc.com
http://www.saveriani.bs.it/cem/Rivista/arretrati/2000_07/cooperative.htm
http://www.soc.unitn.it/circle/Startframe.htm

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