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PREMESSA I
prodotti tecnici (e quindi gli oggetti o artefatti) si possono considerare
come una risposta dell’uomo a problemi di ordine
materiale; assumono un significato nella misura in cui hanno un ruolo determinato
ed hanno una funzione adeguata in quanto sono capaci di rispondere e di esistere
ad una certa domanda. La risposta può essere accidentale oppure
ragionata, comunque sia per comprendere un oggetto esistente è necessario
ripercorrere il cammino: dall’idea al prodotto , fingendo che l’oggetto
non sia ancora stato creato.
CHE COSA
E' E’ lo
studio di un prodotto tecnico a livello di insieme o a livello di elemento
singolo. Essa si avvale di una metodologia particolare che presa nel senso
organico di funzione – oggetto tecnico ci consente di percorrere tutte
le fasi partendo dall’analisi del problema proposto. L’analisi
tecnica non ammette che si inventi, essa semplicemente struttura il lavoro
di ricerca e, in alcuni casi, lo favorisce. Riflessioni L’analisi
tecnica nella sua accezione semantica prende origine a partire dalla prima
metà degli anni sessanta in Francia e vede in Yves Deforge (1) una figura
di spicco. Fin dall’inizio questa scuola di pensiero ha posto in stretta
relazione l’analisi tecnica con l’educazione tecnologica delineando
alcuni possibili approcci di tipo didattico – pedagogico: in ogni caso
l’osservazione e quindi l’analisi di un prodotto tecnico deve prendere
in considerazione tutte le relazioni che questo ha con gli altri piani della
realtà e che il Deforge stesso ha definito “condizioni supplementari
dettate dalla tecnologia”. Tra esse consideriamo: - Relazioni
con l’ambiente
- Relazioni con il fruitore
- Relazioni
interne (cioè dell’oggetto
sull’oggetto)
Deforge
prende in considerazione il disegno tecnico come uno strumento imprescindibile
per lo svolgimento di una analisi
tecnica
efficace; per combinare le soluzioni parziali ed ottenere una o più soluzione
di sintesi viene impiegato il disegno date le sue caratteristiche di isomorfismo; “la
parte disegnata indica soprattutto relazioni tra funzioni”. (2) PROCEDURE Approccio
deduttivo Consiste nel considerare il prodotto
tecnico od artefatto od oggetto come un problema al quale saranno trovate soluzioni
tenendo conto di
determinate condizioni. L’analisi tecnica in questo caso consiste in
un esame delle soluzioni teoriche ed una successiva ricostruzione delle soluzioni. Questo
approccio comporta una introduzione progressiva della tecnologia e presuppone
la conoscenza di leggi fisiche (scientifiche).
Approccio induttivo Consiste
nel prendere in considerazione le soluzioni tecniche possibili, compilare una
nomenclatura, classificarle, analizzarle, cercare i punti in comune e fare
un confronto con una soluzione tecnica non ancora esaminata. Questo è un
approccio chiaramente di tipo sperimentale, certamente più vicino alle
dinamiche di ricerca/azione e che quindi comporta una profonda osservazione
e riflessione degli ambiti specifici.
Le
tappe dell’analisi
tecnica: - Definizione del bisogno, studio del mercato
- Definizione
funzionale del prodotto
- Scelta del principio
- Valutazioni
quantitative
- Enunciato delle condizioni
- Ricerca delle soluzioni
parziali
- Critica, selezione, combinazione
1.
Definizione del bisogno, studio del mercato. Questa
prima tappa consiste nel definire in quale settore viene definito il
bisogno e quale
potrà essere
l’importanza del mercato rispetto a tale bisogno.
In sostanza possiamo dire che esiste una gerarchizzazione dei bisogni in funzione
del mercato; d’altra
parte anche in economia esiste una precisa distinzione tra un bene naturale
ed un bene economico, ed il valore economico è strettamente legato alla
relazione domanda/offerta. 2. Definizione funzionale
del prodotto. Nella
seconda tappa si definisce, dopo una analisi del bisogno, una lista
gerarchica delle funzioni che vanno adempiute.
Le funzioni sono qui viste come un problema che deve essere risolto e soprattutto
risolto con un determinato oggetto – artefatto.
Da un punto di vista concettuale ad ogni funzione
deve corrispondere una soluzione di principio che è l’ipotesi. Talvolta è l’analisi
della funzione stessa che suggerisce le condizioni. 3. Scelta del principio. In questa fase si tratta di effettuare
una “scrematura” tra tutte
le funzioni possibili e che sono ritenute indispensabili per la soddisfazione
del bisogno. Essendo infatti il bisogno generalmente
complesso o avendo un concetto piuttosto esteso è necessario precisare ed in qualche modo
limitare. Solo in questa maniera sarà possibile definire le ipotesi
più probabilmente legate ad una soluzione. In sostanza viene adottato
un principio generale che non è ancora una soluzione ma una scelta nella
gamma dei possibili. 4. Valutazioni quantitative. Attraverso
una serie di domande si otterranno precisazioni riguardo determinati
valori, i limiti
di funzionamento, le prestazioni; in pratica potremmo
immaginare di utilizzare uno strumento logico di tipo tabellare in cui gli
indicatori sono determinati da domande – tipo (quali condizioni intrinseche
ed estrinseche di funzionamento, quali variabili intervengono nelle prestazioni,
quali risorse sono necessarie…). 5. Enunciato delle condizioni. Questa
tappa rappresenta la fase propriamente analitica dello
studio. Si ricercano le condizioni che sono considerate come le caratteristiche
che fanno parte
della comprensione delle funzioni stesse. Possiamo immaginare per esempio la
check-list degli aviatori o di qualunque tecnico che deve attivare un processo
od un procedimento (accensione di una macchina o di un dispositivo di qualunque
natura), oppure analizzare in maniera approfondita l’oggetto tecnico
(come appunto evidenziato in questa fase). In linea di principio, quando si
effettua una operazione di questo tipo, sulla base delle conoscenze
pregresse il tecnico compila una sorta di lista di controllo relativamente
a quel problema così da creare come dei “filtri”. Esempio: pressione? Perfetta;
tenuta stagna? Perfetta; Presa? Inutile; montaggi? Ammessi; smontaggi? Impossibili;
e così via… Naturalmente questa lista varia secondo del meccanismo
studiato e deve prendere in considerazione anche i rapporti dell’oggetto
con l’ambiente e le relazioni interne all’oggetto stesso. Alcuni
aspetti fondamentali da tenere in considerazione costante nell’analisi
sono:
- il prezzo di costo
- il
rendimento economico
- la sicurezza
6.
Ricerca delle soluzioni parziali. E’ una delle fasi più importanti
poiché è in questo punto del percorso dell’analisi tecnica
che si formulano le ipotesi,le quali a seconda
della relazione con l’esistente
possono assumere anche il valore di vere e proprie invenzioni. In
maniera euristica ogni individuo si sforza di ricercare una soluzione che mette
in relazione
il bisogno con i vincoli e le risorse e con la percezione personale della realtà (non è detto
che lo stesso bisogno sia soddisfatto da oggetti identici, molto più probabilmente
da oggetti simili). 7. Critica, selezione, combinazione. Questa
ultima fase può essere semplificata verbalmente dicendo che corrisponde
al passaggio della verifica delle ipotesi formulate;
in pratica attraverso una progressiva integrazione delle condizioni
ed una combinazione delle soluzioni a tutte le
relazioni di dipendenza si giunge alla/alle soluzioni. Per
risolvere le problematiche relative alle dipendenze si può ricorrere a modelli
di tipo matematico od analogico oppure a modelli
reali in scala oppure può essere impiegato
il disegno tecnico.
Un esempio di studio (analisi)
tecnologico Nel saggio tecnico a cui si
fa riferimento Deforge propone un interessante studio su di un oggetto tecnico
di uso corrente, il fermaporta,
il cui funzionamento è peraltro spesso sconosciuto agli alunni. L’insegnante
ha a disposizione i due differenti modi di procedere. - La
via deduttiva che consiste nel considerare la chiusura come un problema al
quale saranno trovate soluzioni tenendo conto di determinate condizioni complementari.
L’analisi tecnica consiste in un esame delle soluzioni teoriche e poi
una ricreazione per quanto possibile completa di alcune soluzioni tecnologiche.
- La
via induttiva che consiste nel prendere in considerazione le soluzioni tecniche
possibili, stabilire una nomenclatura, classificarle, analizzarle, cercare
i punti in comune, fare un confronto con una soluzione tecnica non ancora esaminata
Il
problema deve essere necessariamente limitato,
in entrambe le scelte. Infatti le porte possono essere rotanti attorno ad un
asse, oppure scorrevoli; porte che si aprono per un determinato valore espresso
in gradi, porte che si aprono spingendo oppure tirando…(vedasi punto
5: enunciato delle condizioni). Se il problema viene limitato diviene accessibile.
Nell’esempio viene scelto un oggetto per la chiusura, ruotante su di
un asse verticale. Naturalmente anche le soluzioni per la chiusura automatica
sono tra le più disparate: gravità, molle, contrappesi, cardini
con o senza freno, fermaporta a funzionamento pneumatico od elettrico…(vedasi
punto 6: ricerca delle soluzioni parziali). Nel grafico tabellare seguente
ne viene sintetizzato lo studio. (3)
Il
fermaporta (4) Esso
rappresenta una esaustiva semplificazione di “una tabella di analisi
tecnica” in cui vengono puntualmente esaminate le sette tappe fondamentali
sopra lencate. Naturalmente l’aspetto predominante è l’assunzione
dello strumento riportato come modello logico: gli indicatori sono delle costanti
corrispondenti ad alcune delle voci numerate della analisi tecnica; naturalmente
i contenuti cioè le variabili dipendenti dall’oggetto analizzato
potranno essere affrontate e sviluppate in maniera adeguata al livello della
classe o dei gruppi di alunni coinvolti.Un ulteriore esempio di cosa si intenda
per relazione tra analisi tecnologica e disegno viene fornito nella tavola
sinottica seguente relativa ad una analisi tecnica per un sistema meccanico
in cui si mettono a confronto i due indicatori costanti problema – ricerca
con il disegno come forma di espressione e rappresentazione delle sinergie
tra funzioni e condizioni. (5) 
CONCLUSIONI L’analisi
tecnica quindi ci consente di analizzare un oggetto prodotto dall’ingegno
umano per soddisfare un determinato bisogno; quando si deve procedere nell’analisi è necessario
considerare tutte le inter relazioni tra l’oggetto e l’ambiente
circostante, nonché gli aspetti scientifici di quel particolare dominio
della realtà a cui l’oggetto fa riferimento. Si deve pensare che
la scienza e la tecnologia siano strettamente connesse nell’artefatto
anche se non sempre sono distinguibili nel prodotto finito. Attraverso l’analisi
tecnologica inoltre siamo in grado di prendere in considerazione anche (tra
le varie condizioni) l’aspetto estetico, inteso come elemento capace
di mettere in relazione l’oggetto con quanto lo circonda. Questo, al
pari dell’efficienza (rispetto al bisogno da soddisfare) può essere
considerato un criterio proprio della tecnologia (bellezza come perfetto e
completo adattamento dell’oggetto alla sua funzione). NOTE - Yves
Deforge, Educazione Tecnologica, Loescher, 1969
- ibidem, pag. 121
- ibidem,
pagg. 205 - 229
- ibidem, pag. 227
- ibidem, pag. 122
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