Il modello di analisi tecnica secondo De Forge di
Giuliano Ceré - gruppo InterIRRE di ricerca sull'insegnamento cella Tecnologia
 

PREMESSA
I prodotti tecnici (e quindi gli oggetti o artefatti) si possono considerare come una risposta dell’uomo a problemi di ordine materiale; assumono un significato nella misura in cui hanno un ruolo determinato ed hanno una funzione adeguata in quanto sono capaci di rispondere e di esistere ad una certa domanda.
La risposta può essere accidentale oppure ragionata, comunque sia per comprendere un oggetto esistente è necessario ripercorrere il cammino: dall’idea al prodotto , fingendo che l’oggetto non sia ancora stato creato.

CHE COSA E'
E’ lo studio di un prodotto tecnico a livello di insieme o a livello di elemento singolo. Essa si avvale di una metodologia particolare che presa nel senso organico di funzione – oggetto tecnico ci consente di percorrere tutte le fasi partendo dall’analisi del problema proposto. L’analisi tecnica non ammette che si inventi, essa semplicemente struttura il lavoro di ricerca e, in alcuni casi, lo favorisce.

Riflessioni
L’analisi tecnica nella sua accezione semantica prende origine a partire dalla prima metà degli anni sessanta in Francia e vede in Yves Deforge (1) una figura di spicco. Fin dall’inizio questa scuola di pensiero ha posto in stretta relazione l’analisi tecnica con l’educazione tecnologica delineando alcuni possibili approcci di tipo didattico – pedagogico: in ogni caso l’osservazione e quindi l’analisi di un prodotto tecnico deve prendere in considerazione tutte le relazioni che questo ha con gli altri piani della realtà e che il Deforge stesso ha definito “condizioni supplementari dettate dalla tecnologia”.
Tra esse consideriamo:

  • Relazioni con l’ambiente
  • Relazioni con il fruitore
  • Relazioni interne (cioè dell’oggetto sull’oggetto)

Deforge prende in considerazione il disegno tecnico come uno strumento imprescindibile per lo svolgimento di una analisi tecnica efficace; per combinare le soluzioni parziali ed ottenere una o più soluzione di sintesi viene impiegato il disegno date le sue caratteristiche di isomorfismo; “la parte disegnata indica soprattutto relazioni tra funzioni”. (2)


PROCEDURE
Approccio deduttivo
Consiste nel considerare il prodotto tecnico od artefatto od oggetto come un problema al quale saranno trovate soluzioni tenendo conto di determinate condizioni. L’analisi tecnica in questo caso consiste in un esame delle soluzioni teoriche ed una successiva ricostruzione delle soluzioni.
Questo approccio comporta una introduzione progressiva della tecnologia e presuppone la conoscenza di leggi fisiche (scientifiche).

Approccio induttivo
Consiste nel prendere in considerazione le soluzioni tecniche possibili, compilare una nomenclatura, classificarle, analizzarle, cercare i punti in comune e fare un confronto con una soluzione tecnica non ancora esaminata.
Questo è un approccio chiaramente di tipo sperimentale, certamente più vicino alle dinamiche di ricerca/azione e che quindi comporta una profonda osservazione e riflessione degli ambiti specifici.

Le tappe dell’analisi tecnica:

  1. Definizione del bisogno, studio del mercato
  2. Definizione funzionale del prodotto
  3. Scelta del principio
  4. Valutazioni quantitative
  5. Enunciato delle condizioni
  6. Ricerca delle soluzioni parziali
  7. Critica, selezione, combinazione

    1. Definizione del bisogno, studio del mercato.
    Questa prima tappa consiste nel definire in quale settore viene definito il bisogno e quale potrà essere l’importanza del mercato rispetto a tale bisogno. In sostanza possiamo dire che esiste una gerarchizzazione dei bisogni in funzione del mercato; d’altra parte anche in economia esiste una precisa distinzione tra un bene naturale ed un bene economico, ed il valore economico è strettamente legato alla relazione domanda/offerta.
    2. Definizione funzionale del prodotto.
    Nella seconda tappa si definisce, dopo una analisi del bisogno, una lista gerarchica delle funzioni che vanno adempiute. Le funzioni sono qui viste come un problema che deve essere risolto e soprattutto risolto con un determinato oggetto – artefatto. Da un punto di vista concettuale ad ogni funzione deve corrispondere una soluzione di principio che è l’ipotesi. Talvolta è l’analisi della funzione stessa che suggerisce le condizioni.
    3. Scelta del principio.
    In questa fase si tratta di effettuare una “scrematura” tra tutte le funzioni possibili e che sono ritenute indispensabili per la soddisfazione del bisogno. Essendo infatti il bisogno generalmente complesso o avendo un concetto piuttosto esteso è necessario precisare ed in qualche modo limitare. Solo in questa maniera sarà possibile definire le ipotesi più probabilmente legate ad una soluzione. In sostanza viene adottato un principio generale che non è ancora una soluzione ma una scelta nella gamma dei possibili.
    4. Valutazioni quantitative.
    Attraverso una serie di domande si otterranno
    precisazioni riguardo determinati valori, i limiti di funzionamento, le prestazioni; in pratica potremmo immaginare di utilizzare uno strumento logico di tipo tabellare in cui gli indicatori sono determinati da domande – tipo (quali condizioni intrinseche ed estrinseche di funzionamento, quali variabili intervengono nelle prestazioni, quali risorse sono necessarie…).
    5. Enunciato delle condizioni.
    Questa tappa rappresenta la
    fase propriamente analitica dello studio. Si ricercano le condizioni che sono considerate come le caratteristiche che fanno parte della comprensione delle funzioni stesse. Possiamo immaginare per esempio la check-list degli aviatori o di qualunque tecnico che deve attivare un processo od un procedimento (accensione di una macchina o di un dispositivo di qualunque natura), oppure analizzare in maniera approfondita l’oggetto tecnico (come appunto evidenziato in questa fase). In linea di principio, quando si effettua una operazione di questo tipo, sulla base delle conoscenze pregresse il tecnico compila una sorta di lista di controllo relativamente a quel problema così da creare come dei “filtri”. Esempio: pressione? Perfetta; tenuta stagna? Perfetta; Presa? Inutile; montaggi? Ammessi; smontaggi? Impossibili; e così via…
    Naturalmente questa lista varia secondo del meccanismo studiato e deve prendere in considerazione anche i rapporti dell’oggetto con l’ambiente e le relazioni interne all’oggetto stesso. Alcuni aspetti fondamentali da tenere in considerazione costante nell’analisi sono:
  • il prezzo di costo
  • il rendimento economico
  • la sicurezza

    6. Ricerca delle soluzioni parziali.
    E’ una delle fasi più importanti poiché è in questo punto del percorso dell’analisi tecnica che
    si formulano le ipotesi,le quali a seconda della relazione con l’esistente possono assumere anche il valore di vere e proprie invenzioni. In maniera euristica ogni individuo si sforza di ricercare una soluzione che mette in relazione il bisogno con i vincoli e le risorse e con la percezione personale della realtà (non è detto che lo stesso bisogno sia soddisfatto da oggetti identici, molto più probabilmente da oggetti simili).
    7. Critica, selezione, combinazione.
    Questa ultima fase può essere semplificata verbalmente dicendo che
    corrisponde al passaggio della verifica delle ipotesi formulate; in pratica attraverso una progressiva integrazione delle condizioni ed una combinazione delle soluzioni a tutte le relazioni di dipendenza si giunge alla/alle soluzioni. Per risolvere le problematiche relative alle dipendenze si può ricorrere a modelli di tipo matematico od analogico oppure a modelli reali in scala oppure può essere impiegato il disegno tecnico.

Un esempio di studio (analisi) tecnologico
Nel saggio tecnico a cui si fa riferimento Deforge propone un interessante studio su di un oggetto tecnico di uso corrente, il fermaporta, il cui funzionamento è peraltro spesso sconosciuto agli alunni. L’insegnante ha a disposizione i due differenti modi di procedere.

  1. La via deduttiva che consiste nel considerare la chiusura come un problema al quale saranno trovate soluzioni tenendo conto di determinate condizioni complementari. L’analisi tecnica consiste in un esame delle soluzioni teoriche e poi una ricreazione per quanto possibile completa di alcune soluzioni tecnologiche.
  2. La via induttiva che consiste nel prendere in considerazione le soluzioni tecniche possibili, stabilire una nomenclatura, classificarle, analizzarle, cercare i punti in comune, fare un confronto con una soluzione tecnica non ancora esaminata


Il problema deve essere necessariamente limitato, in entrambe le scelte. Infatti le porte possono essere rotanti attorno ad un asse, oppure scorrevoli; porte che si aprono per un determinato valore espresso in gradi, porte che si aprono spingendo oppure tirando…(vedasi punto 5: enunciato delle condizioni). Se il problema viene limitato diviene accessibile. Nell’esempio viene scelto un oggetto per la chiusura, ruotante su di un asse verticale.
Naturalmente anche le soluzioni per la chiusura automatica sono tra le più disparate: gravità, molle, contrappesi, cardini con o senza freno, fermaporta a funzionamento pneumatico od elettrico…(vedasi punto 6: ricerca delle soluzioni parziali). Nel grafico tabellare seguente ne viene sintetizzato lo studio. (3)

Il fermaporta (4)

Esso rappresenta una esaustiva semplificazione di “una tabella di analisi tecnica” in cui vengono puntualmente esaminate le sette tappe fondamentali sopra lencate. Naturalmente l’aspetto predominante è l’assunzione dello strumento riportato come modello logico: gli indicatori sono delle costanti corrispondenti ad alcune delle voci numerate della analisi tecnica; naturalmente i contenuti cioè le variabili dipendenti dall’oggetto analizzato potranno essere affrontate e sviluppate in maniera adeguata al livello della classe o dei gruppi di alunni coinvolti.Un ulteriore esempio di cosa si intenda per relazione tra analisi tecnologica e disegno viene fornito nella tavola sinottica seguente relativa ad una analisi tecnica per un sistema meccanico in cui si mettono a confronto i due indicatori costanti problema – ricerca con il disegno come forma di espressione e rappresentazione delle sinergie tra funzioni e condizioni. (5)

CONCLUSIONI
L’analisi tecnica quindi ci consente di analizzare un oggetto prodotto dall’ingegno umano per soddisfare un determinato bisogno; quando si deve procedere nell’analisi è necessario considerare tutte le inter relazioni tra l’oggetto e l’ambiente circostante, nonché gli aspetti scientifici di quel particolare dominio della realtà a cui l’oggetto fa riferimento. Si deve pensare che la scienza e la tecnologia siano strettamente connesse nell’artefatto anche se non sempre sono distinguibili nel prodotto finito. Attraverso l’analisi tecnologica inoltre siamo in grado di prendere in considerazione anche (tra le varie condizioni) l’aspetto estetico, inteso come elemento capace di mettere in relazione l’oggetto con quanto lo circonda. Questo, al pari dell’efficienza (rispetto al bisogno da soddisfare) può essere considerato un criterio proprio della tecnologia (bellezza come perfetto e completo adattamento dell’oggetto alla sua funzione).

NOTE

  1. Yves Deforge, Educazione Tecnologica, Loescher, 1969
  2. ibidem, pag. 121
  3. ibidem, pagg. 205 - 229
  4. ibidem, pag. 227
  5. ibidem, pag. 122
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