Il
diagramma di Eulero Venn di Clelia Asciutto Gruppo
InterIRRE di Ricerca sull’insegnamento della Tecnologia |
CHE COSA E' Il
diagramma di Eulero – Venn è la rappresentazione grafica degli
insiemi e delle relazioni fra di essi mediante figure limitate da curve chiuse,
al cui interno sono indicati gli elementi dell’insieme. A
CHE COSA SERVE Si utilizza per rappresentare
convenzionalmente in modo grafico i rapporti tra concetti e le operazioni
logiche su di essi.
Va osservato tuttavia che queste rappresentazioni grafiche sono soltanto
delle illustrazioni, e non costituiscono strumenti per la dimostrazione delle
proposizioni coinvolte. SINTASSI Il
suo specifico è quello di mettere in I "diagrammi di Eulero-Venn
tengono conto soltanto di quella che viene chiamata la "estensione" di
un concetto; in altre parole queste illustrazioni rappresentano simbolicamente
gli insiemi di enti ai quali compete un concetto; quella che si chiama la "comprensione" di
un concetto non viene rappresentata con questi metodi. Prendendo un esempio
dalla geometria, consideriamo il concetto di "parallelogramma”;
la sua estensione è data dall’insieme di tutti i parallelogrammi;
la sua comprensione è data dalla definizione, come "poligono
piano di quattro vertici e quattro lati, avente i lati a due a due uguali
e paralleli". È ovvio che soltanto la definizione del concetto,
cioè la conoscenza della sua comprensione, permette la deduzione delle
proprietà dell’ente definito. LA
NOZIONE DI INSIEME IN MATEMATICA Gli
studiosi di matematica sono concordi nel ritenere che tutta la matematica
si fonda sulla nozione di "insieme". Il concetto di insieme,
in matematica, corrisponde a quello del linguaggio comune ed è sinonimo
di collezione, classe, raggruppamento, raccolta, ... Cantor dà un'idea
intuitiva del concetto di insieme con la seguente celebre affermazione: "Con
il nome di insieme intendiamo ogni raccolta, classe, aggregato, totalità M
di oggetti determinati della nostra percezione o del nostro pensiero ben
distinti tra loro, oggetti che chiamiamo elementi di M”. Poiché è impossibile
definire la nozione di insieme per mezzo di altre nozioni precedentemente
introdotte, il concetto di insieme è primitivo. La seguente mappa
illustra il concetto matematico di insieme ed i concetti ad esso correlati:


Gli
insiemi possono essere finiti o infiniti. Un insieme infinito, formato
cioè da un numero infinito di elementi, viene dato mediante una legge
di definizione o proprietà caratteristicamentre
un insieme finito, cioé formato da un numero finito di elementi, può essere
dato anche mediante elencazione degli elementi componenti, inoltre, uno stesso
elemento non può essere ripetuto. Nella figura che segue è data
una rappresentazione grafica dell’insieme A = {a,b,c} mediante un diagramma
di Eulero-Venn. 

I
diagrammi di Eulero-Venn si utilizzano: - per rappresentare operazioni
tra insiemi
- per rappresentare classificazioni indotte da relazioni
- per
rappresentare e risolvere problemi
- per rappresentare corrispondenze
tra gli elementi di 2 insiemi ( diagramma sagittale)
Osservazioni
generali su Insiemi e Relazioni e sviluppo cognitivo Spesso
in matematica, come in qualunque altra disciplina, accade che concetti logicamente
a fondamento
di altri, siano ricavati solo sulla base di una riflessione su concetti più elevati. Così è ad
esempio per il concetto di insieme, che pur essendo considerato, in una concezione
moderna l'organizzatore e la base per tante altre parti della matematica,
tuttavia si afferma con Cantor soltanto nello scorso secolo. Storicamente
il concetto di insieme si afferma a partire dalle discussioni sull’infinito;
geneticamente, invece, il concetto di insieme si identifica con la capacità di
differenziare e classificare gli oggetti, che è presente molto precocemente
nello sviluppo del bambino. Infatti il concetto di insieme permette di
considerare degli oggetti collettivamente e di esaminare se tra di essi esistono
delle relazioni, cioè delle leggi che associano oggetti ad altri ogetti.
Stabilire delle relazioni tra gli oggetti appartenenti ad un insieme vuol
dire capire se esiste un criterio logico per classificarli, ordinarli, catalogarli.
Bisogna osservare, inoltre, che la capacità di trovare una proprietà comune
tra più elementi, tra loro diversi, non riguarda soltanto l’attività matematica,
infatti stabilire una relazione non soltanto aiuta a “mettere ordine” tra
oggetti, ma permette di comprendere meglio le nostre idee, le immagini, i
personaggi, gli avvenimenti che accadono intorno a noi. Molto spesso le
trame dei film, o dei romanzi gialli o dei racconti a fumetti sono costruite
con personaggi ed episodi particolari diversi, ma con le identiche relazioni. Analizzare
una relazione esistente permette dunque di concentrare l’attenzione
su un particolare aspetto degli elementi che consideriamo, che più interessa
rispetto al problema in esame. Come per oggetti diversi possiamo fare astrazione
dalle loro qualità concrete e considerare come significativa soltanto
la loro quantità, così per storie diverse possiamo trovare
la stessa “trama”, indipendentemente dalle particolari interpretazioni
e raffigurazioni dei personaggi. Dalle osservazioni fatte risulta evidente
che l'organizzazione logica della matematica, che mette gli insiemi all'inizio
della propria costruzione, è più vicina allo sviluppo genetico
che a quello storico, pertanto la scelta di sviluppare gli insiemi ad intreccio
con il problema del mettere in relazione che tende a legare la dimensione
storica con quella genetica, risulta didatticamente valida, in quanto: pensare
ad un insieme significa aver già operato una classificazione e quindi
una differenziazione degli oggetti che ci circondano: questo oggetto appartiene
ad un insieme, quest' altro no. Stabilire criteri di appartenenza è una
operazione mentale analoga a quella di stabilire una relazione; d’altra
parte l'appartenenza è essa stessa una relazione anche se fonda un
concetto quale quello di insieme che, al nostro livello, è da considerarsi
primitivo; dato un insieme, la più semplice struttura che vi si
può definire (intendendo per struttura un qualche legame tra gli elementi) è una
struttura reticolare, cioè quella derivante dall'aver introdotto una
relazione. In questo modo l'insieme. pur non assumendo le caratteristiche
di una struttura algebrica, assume già una sua organizzazione interna.
Pertanto
nella didattica si raccomanda di - concentrare
l'attenzione sui due tipi di relazioni fondamentali:
- relazioni
di equivalenza (stabilire una relazione di equivalenza è il passo
fondamentale per una operazione di astrazione);
- relazioni
d' ordine (stabilire un ordinamento è il
passo fondamentale per contare).
- dedicare
particolare attenzione ai seguenti aspetti:
- considerare
differenti sistemi di rappresentazione (aiuta i ragazzi a formarsi rappresentazioni
mentali dei concetti via via appresi);
- utilizzare
immediatamente i concetti mostrando l'intima utilità degli strumenti
di rappresentazione esaminati;
- passare
da uno all'altro dei differenti domini della matematica, tradizionalmente
considerati come separati, e ad altri
domini del sapere che offrano spunti per applicare i concetti di equivalenza
e di ordinamento e per utilizzare le relative rappresentazioni grafiche.
ESEMPIO
per rappresentare classificazioni Poiché i
diagrammi di Eulero-Venn permettono di visualizzare relazioni di inclusione
e di evidenziare se due insiemi hanno intersezione non vuota, essi sono utilizzati
per rappresentare particolari classificazioni, come nel caso riportato sotto: Consideriamo
due insiemi di figure piane:
- ROMBI = {quadrilateri
aventi tutti i lati di uguale lunghezza}
- RETTANGOLI = {quadrilateri
aventi tutti gli angoli di uguale ampiezza }
 L'
insieme dei parallelogrammi è un sottoinsieme dell' insieme dei trapezi
(che sono quadrilateri con due lati paralleli) perché ogni parallelogramma è,
in particolare, un trapezio. L'insieme dei trapezi è a sua volta
sottoinsieme dell' insieme dei quadrilateri Possiamo rappresentare questi
insiemi con un diagramma di E.V.

Dal
diagramma si ricavano le seguenti informazioni: - i
quadrati sono rombi e rettangoli
- alcuni rombi sono rettangoli
- non
tutti i rettangoli sono rombi
- tutti i quadrati sono trapezi
- se
un quadrilatero è un
parallelogramma, allora è un trapezio. Non è vero il viceversa:
esistono trapezi che non sono parallelogrammi.
Tali
considerazioni non sono affatto banali, né scontate neanche nella secondaria superiore,
offrono l’occasione per lavorare con i quantificatori e permettono
l’acquisizione di apprendimenti significativi in quanto generatori
di competenze sia cognitive che operative. ESEMPIO per rappresentare
e risolvere problemi Poiché i diagrammi di E.V. permettono di rappresentare
situazioni e problemi in cui gli elementi appartengono a più categorie,
si possono utilizzare per risolvere problemi del tipo:
Dopo un cena
insieme, 20 persone si recano in un bar: alcuni ordinano un caffè,
altri un gelato, altri un dolce. Disponiamo delle seguenti informazioni: - tre
persone non ordinano nulla;
- tutte
le altre persone ordinano almeno una di queste tre cose: il caffè oppure il dolce oppure il gelato;
nessuno però ha preso due volte la stessa cosa;
- soltanto
una persona ha preso il caffè, il dolce e il gelato;
- 3
persone hanno preso soltanto il caffè,
- 4 persone hanno preso soltanto il
dolce;
- 2 persone hanno preso soltanto il gelato;
- 13 persone
non hanno preso il gelato;
- il barista
ricorda di avere portato complessivamente 8 caffè;
- 4 persone hanno preso almeno dolce e gelato.
Se
il gelato costa 2 euro, il dolce 2.5 euro e il caffè 1 euro, qual è il
costo complessivo? Considerata la grande quantità di dati correlati
tra di loro, risulta necessario visualizzare le loro relazioni. Le informazioni,
ben decodificate, si trasformano in dati che possono essere interpretati
come gli elementi di un insieme; quindi la prima cosa da fare è individuare
le categorie generali dei dati, ad ognuna di esse si assocerà l’insieme
delle persone che vi appartengono. Nel caso in esame le categorie generali
sono: caffè, gelato, dolce. Si raccomanderà agli studenti di
disegnare i diagrammi in modo che ogni linea chiusa si intersechi con tutte
le altre linee per essere sicuri di considerare il caso più generale
possibile. Poco male se qualche intersezione risulterà vuota! Il
problema viene risolto attraverso la progressiva costruzione del seguente
diagramma.
 CENNI
STORICI Leibniz e l’inizio della
logica simbolica Il matematico
e filosofo Leibniz (Gottfried, 1646-1716) ebbe (forse per primo) l’idea
di utilizzare un sistema di simboli costanti, e indipendenti dal contesto
locale, per rappresentare i rapporti tra i concetti, così che la deduzione
possa essere ricondotta ad una manovra di simboli, secondo le leggi proprie
di questi. In generale, quando si introducono dei simboli convenzionali
e nuovi risulta necessario spiegarne il significato nel contesto d’uso
e soprattutto enunciare in modo certo e comprensibile le regole che ne reggono
l’impiego, facendo ricorso al linguaggio comune. Il contesto del
simbolo, e di conseguenza il suo significato, si mantiene limitato e costante,
in tutto il corso di una stessa opera. L’idea di Leibniz venne ripresa
nel secolo XVIII dal grande matematico, astronomo e filosofo svizzero Eulero
(Leonhard Euler, italianizzato in Eulero, 1707-83), al quale si deve la sistematizzazione
e la riformulazione dell'analisi che costituisce la base della matematica
moderna e della teoria delle funzioni), e in seguito dal logico e matematico
inglese Venn (1834-1926). Boole e l’algebra della logica Abbiamo
osservato che i diagrammi di Eulero-Venn costituiscono soltanto un’illustrazione
di certi aspetti dei concetti logici. Un passo avanti decisivo sulla strada
della rappresentazione diretta dei concetti, delle loro relazioni, e delle
operazioni su di essi fu compiuto da G. Boole (1815-64), che viene considerato
come uno dei fondatori della logica simbolica moderna. Egli infatti non soltanto
adottò la tecnica di rappresentare i concetti con simboli convenzionali
e non con le parole del linguaggio comune, ma escogitò delle leggi
formali per operare con tali simboli, analoghe a quelle dell’algebra.
La sua opera diede origine a tutta una serie di ricerche di algebra astratta,
e a una branca di questa scienza che è chiamata "Algebra di Boole". Quando
si vogliono applicare le operazioni dell’algebra di Boole ai concetti
della teoria elementare e intuitiva degli insiemi, si sceglie di rappresentare
gli insiemi mediante diagrammi di. Eulero-Venn Gli studi di logica deduttiva
e induttiva di Venn si inseriscono a pieno titolo nell’attività della
scuola inglese della seconda metà del XIX secolo, capeggiata da G.
Boole per la logica deduttiva e da J. Stuart Mill per quella induttiva. Nel
campo della logica deduttiva, Venn seguì il filone booleano di ricerche,
raffinando e modificando i procedimenti logici introdotti da Boole. In particolare
Venn, al quale risale l’espressione «logica simbolica»,
ritenne che questa rappresentasse uno dei diversi modi del ragionare, non
necessariamente alternativo al senso comune. Venn ritenne inoltre necessaria
un’algebrizzazione della logica a tutti gli effetti, al di là di
una sua simbolizzazione, in modo da consentire una verifica rigorosa del
ragionamento. Su tale linea di pensiero attuò una rappresentazione
diagrammatica delle proposizioni e del ragionamento con la tecnica in seguito
nota come diagrammi di Eulero-Venn.Bibliografia Dizionario biografico
degli Scienziati Zanichelli- Le Scienze W. Maraschini, M. Palma; 2000.
Multi Format - Moduli per la formazione matematica nel biennio, Paravia. W.
Maraschini, M. Palma; 1992. Matematica di Base 1 - Per il biennio della scuola
media superiore, Paravia. |