CHE COSA E' Il
grafo ad albero è uno
strumento che rappresenta la conoscenza strutturale di un contesto analizzato.
A
CHE COSA SERVE Appartiene alla teoria
dei grafi, è lo
strumento fondamentale per attivare processi di analisi gerarchica, soprattutto
in processi di sistematica. Si applica nell'analisi di contesti scritti
o insiemi dotati di fisicità. Sue applicazioni molto diffuse
sono:
gli alberi
genealogici,
dove la gerarchia è costituita dal principio di discendenza, spesso
in linea maschile;
gli
organigrammi, dove la struttura di un’organizzazione produttiva viene riportata
in forma gerarchica, quindi i vari livelli rappresentano i diversi gradi
di responsabilità dentro l’organizzazione.
SINTASSI Si
visualizza a partire da un punto di origine,
mediante rami che terminano in nodi; ogni nodo rappresenta un livello
della classificazione, dai nodi possono partire ulteriori rami, detti
foglie. Dai nodi terminali
di ciascuna foglia possono partire ulteriori foglie a seconda della complessità dell'insieme
da analizzare.
Nei
contesti scritti, oltre che all'analisi di un testo si applica anche nella
sua stesura, in quanto questa si può ricavare da un testo partendo
dal grafo ad albero che ne visualizza la sistematica.
Attenzione Gli
alunni dovrebbero essere guidati all'utilizzo del grafo ad albero fin dalla
seconda/terza elementare, al fine di far comprendere loro il concetto
di appartenenza che presiede a una struttura fondamentale
della conoscenza, vale a dire il fatto che numerosi concetti sono
sovraordinabili in altri
concetti che li comprendono. Quando ad esempio
bambini di questa età descrivono
una persona, compongono di solito degli elenchi di elementi (occhi, naso,
bocca, labbra, orecchie) oppure (carnagione, altezza, corporatura). Utilizzando
il grafo ad albero, essi giungono a raggruppare la prima serie di elementi
al concetto sovraordinato di "viso", e la seconda a quello di "caratteristiche".
Riflessione Grafi
ad albero e diagrammi di Eulero-Venn visualizzano pertanto operazioni mentali
di analisi e classificazione che la mente attua in relazione allo spazio,
in prima battuta di fronte a contesti fisici, indipendentemente dal fattore
tempo. In estrema sintesi possiamo affermare che ogni strumento logico
formativo è caratterizzato da una peculiare “grammatica” che
ne distingue una morfologia (la forma: ciò che è iconico,
ad esempio l’origine, e le foglie i rami in un grafo ad albero; i
blocchi, i riquadri, i vettori di un diagramma di flusso; i nodi e i vertici
di un grafo ecc.) e una sintassi (vale a dire i criteri organizzativi che
permettono alla combinazione delle forme di svolgere la funzione peculiare
dello strumento: analizzare, mettere in relazione, evidenziare legami,
organizzare comunicazioni ecc.). Ad esempio la sintassi di un grafo ad
albero risiede nella esplicitazione delle appartenenze gerarchiche dei
rami rispetto all’origine; la sintassi di un diagramma di Eulero-Venn
consiste nell’esplicitare, come il grafo, le appartenenze e peculiarmente
nell’evidenziare le inclusioni.