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CHE COSA È
L’impatto è l’effetto o la conseguenza che provoca
un’azione con risultati rilevanti o di lunga durata.
RIFLESSIONE
Appare significativo sottolineare la differenza fra questo concetto e
quelli di “effetto” e “conseguenza”:
- effetto indica
il risultato immediato, positivo o negativo, di un’azione; conseguenza
indica il risultato quando coinvolge altri soggetti e/o quando è
differito per i tempi. Ad esempio l’ammodernamento dell’acquedotto
comunale avrà come effetto un aumento di spese per il Comune,
fastidi alla circolazione stradale, possibilità di lavoro per
le aziende coinvolte, ecc., avrà come conseguenze un più
regolare flusso di acqua per gli utenti, l’eliminazione delle
dispersioni e una maggiore sicurezza degli impianti, e produrrà
come impatti un più razionale sfruttamento delle risorse idriche
e quindi una conservazione del patrimonio naturale, un miglioramento
dell’immagine dell’Amministrazione comunale, e ancora un
possibile ritocco, in aumento o in diminuzione, delle tariffe relative
ai consumi d’acqua.
A CHE COSA SERVE
Avere consapevolezza della catena di rapporti
di causa-effetto, sapere che il differimento delle conseguenze non giustifica
il disinteresse, essere consci che le conseguenze possono riguardare una
parte ristretta del sistema, mentre gli impatti coinvolgono tutti, aiuta
a dare un significato più articolato al concetto di vantaggio e
quindi ad agire per fare in modo che lo sviluppo delle attività
umane sia compatibile con la flessibilità degli equilibri naturali
e sociali.
RIFLESSIONE
La consapevolezza degli impatti causati dalle
azioni produttive, aiuta a scegliere la direzione che ci conduce verso
quelli a noi più favorevoli. Per fare ciò occorre una riflessione
su che cosa è utile e vantaggioso per noi.
L’utilità è la soddisfazione personale derivante da
un’azione. La teoria dell’utilità attesa secondo la
quale “un individuo strumentalmente razionale agisce in modo di
massimizzare la propria utilità attesa”, ci aiuta a comprendere
che l’utilità:
- è alla base delle scelte e i giudizi
sulle azioni e sui comportamenti sono fondati su di essa
- apre alla comprensione del concetto di vantaggio
individuale e collettivo
- porta a considerare in prospettiva non idealistica
i rapporti di causa-effetto
- guida a darsi dei criteri di scelta e di
giudizio consapevoli.
Per dare un senso pieno al concetto di utilità, occorre favorire
la consapevolezza che l’utile è qualcosa di piacevole, e
che l’utilità include non solo il perseguimento del benessere,
ma anche la prevenzione e l’attenuazione del disagio. Necessita
inoltre essere consapevoli che l’autonomia comincia con la scelta
iniziale del “proprio bene” che intendiamo perseguire nel
modo che riteniamo più opportuno e che essere autonomi equivale
a scegliere in maniera efficiente, massimizzando l’utilità.
Questa infatti si basa su un’autonomia considerata anche in termini
di interdipendenza e non solo di indipendenza, un’autonomia definita
in termini di autodirezione piuttosto che di autosufficienza, in termini
di libertà di perseguire il proprio bene con uno specifico contenuto.
E ciò assume connotazioni positive se il concetto di utilità
non viene mortificato allo spicciolo effimero effetto piacevole del qui
e ora, ma se viene allargato al concetto di benessere più generale.
Per arricchire la visione del concetto di utilità è prezioso
il pensiero di John Stuart Mill secondo il quale coloro che hanno sufficiente
coscienza del concetto di benessere, non rinuncerebbero a quanto possiedono
in cambio di un diverso benessere, e che un uomo razionale chiede di più
di quello che ha per essere felice; ciò mette in evidenza alcuni
punti di attenzione importanti su cui investire nel campo della formazione:
la consapevolezza di ciò che si possiede, del proprio modello di
vita e del benessere che produce, la percezione della propria disponibilità
a rinunciarvi, e soprattutto la consapevolezza degli elementi critici
della situazione attuale che spingono verso l’autonoma scelta di
partecipare all’azione comune che ha per utilità l’esistenza
di un sistema sostenibile.
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QUAL È LO SPECIFICO
L’impatto è un elemento essenziale
dell’approccio tecnologico alla realtà, ed è ciò
che lo differenzia dall’approccio solamente tecnico. Mentre quest’ultimo
tiene conto solo del come si realizza un determinato processo e di come
si risolvono i problemi connessi, l’impatto porta alla valutazione,
rende ogni soggetto una persona in grado di scegliere dal punto di vista
etico e valoriale il proprio comportamento, aiutandolo a diventare consapevole
e critico delle azione proprie e di riflesso di quelle altrui.
La consapevolezza degli impatti costituisce parte essenziale della valenza
formativa della disciplina Tecnologia e la si ritrova in tutti i suoi
domini di conoscenza:
- nelle conseguenze di tipo economico che
portano a scegliere un materiale piuttosto che un altro, a considerare
i problemi di manutenzione che nascono dopo una installazione, alla
identificazione della “vita” di alcune apparecchiature o
loro parti
- nelle conseguenze di tipo sociale che portano
a considerare i riflessi occupazionali, di qualità della vita
o di conflittualità sociale che alcune scelte comportano
- nel campo ambientale
- in quello sanitario
- nel quotidiano
- ecc.
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