Il diagramma di Ishikawa di
Cristina Tirelli

 

CHE COSA E'

Il diagramma di causa/effetto è una forma di rappresentazione logica e strutturata dei legami esistenti tra un “effetto” e le relative cause (i perché).
Kuaouru Ishikwa, inventore della Qualità Totale che per primo formulò il diagramma, dice che di fronte ad una situazione dovremmo domandarci quattro volte PERCHÉ.

Situazione perché? Perché A
perché A? Perché B
perché B? Perché C
perché C? Perché D

A CHE COSA SERVE
Aiuta a risalire alle vere cause, e quindi ai veri problemi da risolvere. Permette di costruire e visualizzare le relazioni tra le caratteristiche qualitative di un prodotto o di una situazione con i fattori che l’hanno determinata.

SINTASSI
In genere gli effetti vengono spesso confusi con le cause, e si corre subito agli effetti senza studiare bene le cause. Tale differenza si rileva facilmente considerando che se di fronte ad un inconveniente ci si domanda: “chi è stato?” si considera l’effetto. Se ci si chiede “perché è successo?” si considerano le cause.
Nella sua versione originale, con il termine “effetto” generalmente si intende una qualunque caratteristica qualitativa che si voglia analizzare con l’intento di modificarla; può quindi essere ad esempio un difetto, una disfunzione organizzativa, relazionale…

Le “cause” rappresentavano via via i problemi da risolvere, da non confondere con le condizioni, i vincoli imposti dal contesto, che delimitano l’ambito di movimento della ricerca della soluzione.

PROCEDURA
La sua applicazione prevede tre fasi distinte:

  1. Costruzione del diagramma: facendo riferimento ad un effetto specifico da analizzare, chiaramente definito, si individuano mediante un brainstorming, tutte le possibili cause che possono determinarlo: tali cause possono essere strutturate in grandi famiglie (per esempio: metodo, macchine, manodopera, materiali,… ) oppure per fasi del processo cui ci si riferisce
  2. Selezione delle cause: tra tutte le cause si selezionano quelle ritenute più influenti sull’effetto; questa valutazione deve basarsi su dati
  3. Verifica delle cause: si verifica, mediante raccolta dati appositamente predisposta la reale influenza delle cause selezionate per individuare quelle prioritarie ( ad esempio utilizzando Diagramma di Pareto)

Come si costruisce
Il diagramma causa-effetto andrebbe costruito durante una seduta di brainstorming (dove ognuno può esprimere liberamente la propria opinione ed ogni critica è proibita) alla quale contribuiscono tutte le funzioni coinvolte nel processo. L'effetto o la situazione affrontati dovrebbero essere costituito da un fenomeno semplice.
La costruzione viene eseguita attraverso le seguenti tappe:

  • si traccia una linea orizzontale, collegata ad una descrizione sintetica del fenomeno da analizzare
  • alle estremità della linea vengono descritti la situazione iniziale e la situazione finale
  • alla linea orizzontale vengono connesse attraverso linee oblique le categorie principali di causa: ambiente, personale, macchine, materiali impiegati, metodi di lavoro, metodi di controllo, oppure cause sociali, economiche, ecc.
  • alle congiungenti delle categorie di causa con la linea principale si associano le cause specifiche, alle quali possono a loro volta essere congiunte altre sottocause. In questa fase si può impiegare il metodo dei quanttro perché. Ogni risposta successiva viene congiunta con una freccia alle risposte che precedono.

Un primo sguardo al diagramma di Ishikawa consente di capire se si è andati alla ricerca delle cause ultime, o se invece ci si è limitati ad un esame superficiale del problema. In quest'ultimo caso, il diagramma sarà costituito da poche congiungenti principali prive di ulteriori ramificazioni.

Esempio
Esaminiamo come esempio il ramo relativo alle “Macchine” in un caso di rottura di un’automobile. Si può vedere che solo dopo diverse domande si è trovata la vera causa, se si fosse sostituito il fusibile il problema si sarebbe ripresentato.

Riflessione
La ricerca delle cause determinanti un problema è condizione indispensabile per la sua soluzione. Solo individuando le vere cause è possibile infatti determinare le opportune azioni di miglioramento finalizzate alla loro eliminazione; questo s’inquadra in quell’ottica di “prevenzione” dei problemi attraverso azioni sulle cause che li generano, anziché di “correzione ” degli stessi , comportamento che in ambito didattico/formativo può rivelarsi più efficace per ridurre la dispersione e la demotivazione

Attenzione
Per effettuare una valida analisi del problema occorre:

  • Scendere nei minimi dettagli fino ad individuare la causa di fondo
  • Non fermarsi se si può chiedere ancora “perché”
  • Numerare con precisione tutte le cause e le azioni per mantenere il controllo sulle analisi condotte e un legame tra cause ed azioni
  • Non utilizzare espressioni generiche
  • Individuare le cause di fondo, riconoscibili dal fatto che è possibile collegare a una causa un’azione che la eliminerà per sempre.
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