Il diagramma di causa/effetto è una forma di
rappresentazione logica e strutturata dei legami esistenti tra un “effetto”
e le relative cause (i perché).
Kuaouru Ishikwa, inventore della Qualità Totale che per primo formulò
il diagramma, dice che di fronte ad una situazione dovremmo domandarci
quattro volte PERCHÉ.
Situazione perché?
Perché A
perché A? Perché
B
perché B? Perché
C
perché C? Perché
D
A CHE COSA SERVE
Aiuta a risalire alle vere cause, e quindi ai veri problemi da risolvere.
Permette di costruire e visualizzare le relazioni tra le caratteristiche
qualitative di un prodotto o di una situazione con i fattori che l’hanno
determinata.
SINTASSI
In genere gli effetti vengono spesso confusi con le cause, e si corre
subito agli effetti senza studiare bene le cause. Tale differenza si rileva
facilmente considerando che se di fronte ad un inconveniente ci si domanda:
“chi è stato?” si considera l’effetto. Se ci
si chiede “perché è successo?” si considerano
le cause.
Nella sua versione originale, con il termine “effetto” generalmente
si intende una qualunque caratteristica qualitativa che si voglia analizzare
con l’intento di modificarla; può quindi essere ad esempio
un difetto, una disfunzione organizzativa, relazionale…
Le “cause” rappresentavano via
via i problemi da risolvere, da non confondere con le condizioni, i vincoli
imposti dal contesto, che delimitano l’ambito di movimento della
ricerca della soluzione.
PROCEDURA La sua applicazione prevede tre fasi distinte:
Costruzione del diagramma: facendo riferimento
ad un effetto specifico da analizzare, chiaramente definito, si individuano
mediante un brainstorming, tutte le possibili cause che possono determinarlo:
tali cause possono essere strutturate in grandi famiglie (per esempio:
metodo, macchine, manodopera, materiali,… ) oppure per fasi del
processo cui ci si riferisce
Selezione delle cause: tra tutte le cause
si selezionano quelle ritenute più influenti sull’effetto;
questa valutazione deve basarsi su dati
Verifica delle cause: si verifica, mediante
raccolta dati appositamente predisposta la reale influenza delle cause
selezionate per individuare quelle prioritarie ( ad esempio utilizzando
Diagramma di Pareto)
Come si costruisce
Il diagramma causa-effetto andrebbe costruito durante una seduta di brainstorming
(dove ognuno può esprimere liberamente la propria opinione ed ogni
critica è proibita) alla quale contribuiscono tutte le funzioni
coinvolte nel processo. L'effetto o la situazione affrontati dovrebbero
essere costituito da un fenomeno semplice.
La costruzione viene eseguita attraverso le seguenti tappe:
si traccia una linea orizzontale, collegata
ad una descrizione sintetica del fenomeno da analizzare
alle estremità della linea vengono
descritti la situazione iniziale e la situazione finale
alla linea orizzontale vengono connesse attraverso
linee oblique le categorie principali di causa: ambiente, personale,
macchine, materiali impiegati, metodi di lavoro, metodi di controllo,
oppure cause sociali, economiche, ecc.
alle congiungenti delle categorie di causa
con la linea principale si associano le cause specifiche, alle quali
possono a loro volta essere congiunte altre sottocause. In questa fase
si può impiegare il metodo dei quanttro perché. Ogni risposta
successiva viene congiunta con una freccia alle risposte che precedono.
Un primo sguardo al diagramma di Ishikawa consente
di capire se si è andati alla ricerca delle cause ultime, o se
invece ci si è limitati ad un esame superficiale del problema.
In quest'ultimo caso, il diagramma sarà costituito da poche congiungenti
principali prive di ulteriori ramificazioni.
Esempio
Esaminiamo come esempio il ramo relativo alle “Macchine” in
un caso di rottura di un’automobile. Si può vedere che solo
dopo diverse domande si è trovata la vera causa, se si fosse sostituito
il fusibile il problema si sarebbe ripresentato.
Riflessione La ricerca delle cause determinanti un problema
è condizione indispensabile per la sua soluzione. Solo individuando
le vere cause è possibile infatti determinare le opportune azioni
di miglioramento finalizzate alla loro eliminazione; questo s’inquadra
in quell’ottica di “prevenzione” dei problemi attraverso
azioni sulle cause che li generano, anziché di “correzione
” degli stessi , comportamento che in ambito didattico/formativo
può rivelarsi più efficace per ridurre la dispersione e
la demotivazione
Attenzione
Per effettuare una valida analisi del problema occorre:
Scendere nei minimi dettagli fino ad individuare
la causa di fondo
Non fermarsi se si può chiedere ancora
“perché”
Numerare con precisione tutte le cause e
le azioni per mantenere il controllo sulle analisi condotte e un legame
tra cause ed azioni
Non utilizzare espressioni generiche
Individuare le cause di fondo, riconoscibili
dal fatto che è possibile collegare a una causa un’azione
che la eliminerà per sempre.