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CHE COSA SONO
Una mappa concettuale è una versione, piuttosto elaborata, del
tradizionale "schema"; essa si presenta come un insieme di
bolle contenenti brevi caratterizzazioni di concetti e collegate tra
loro. Una differenza evidente dagli schemi tradizionali sta nel fatto
che la mappa concettuale deve rispondere a requisiti "formali" un
po' più stretti. Si tratta però della differenza meno importante;
la differenza principale sta infatti nell'uso che si fa delle mappe concettuali. Riflessioni Nel
lessico comune possiamo incontrare diversi termini che vengono occasionalmente
utilizzati in modo
indifferente per cui è opportuno precisare
alcuni termini: rifacendoci a "Sistemi/strumenti di rappresentazione
mentali della conoscenza" (Bargero): | | MAPPA
CONCETTUALE Novak e Gowin anni '60
| MAPPA MENTALE Buzan
| MAPPA
COGNITIVA | | DEFINIZIONE | - tecnica
grafica per rappresentare la conoscenza attraverso la strutturazione
di una rete, interconnessa e correlata, di concetti (struttura reticolare,
modello connessionista) - struttura concettuale organizzata secondo
una determinata finalità | tecnica grafica per rappresentare
i concetti correlati ad un concetto centrale (struttura radiale, modello
associazionista) | Cartina mentale di una zona dell’esperienza. È',
insieme, il disegno in sé della cartina mentale e il processo
stesso di disegno; rappresenta dunque sia la conoscenza sia la cognizione,
sia gli apprendimenti sia le modalità di apprendimento. | | PARTIZIONE | I
concetti sono regolarità, insieme di caratteristiche costanti
riscontrate negli eventi (parola evento) e ne-gli oggetti (parola concetto)
e designate da un nome (etichetta linguistica). Le relazioni sono
reti di significati costituite tra concetti (parola legame). Gli elementi
costitutivi di una mappa sono il concetto inclusivo o "parent",
il concetto incluso o "child", il concetto correlato o "jump".
Il concetto inclusivo comprende il concetto incluso, il concetto correlato
si pone a lato come derivazione.
| Sono costituite da parole
chiave, associazioni fra idee diverse e le relazioni fra idee simili,
colori, simboli, icone, frecce, evidenziatori di testi, a partire da
un'idea centrale per svilupparla in più direzioni | Contiene
gli oggetti, la conoscenza del loro uso e funzione, la dislocazione assoluta
e reciproca, e numerose altre nozioni obiettive. Contiene inoltre conoscenze
soggettive, ossia gli elementi di valutazione e giudizio personale sulle
nozioni obiettive | | COSTRUZIONE | Il
procedimento consta di tre stadi: 1. individuare i concetti fondamentali
e le corrispondenti parole chiave. 2. Stabilire le connessioni tra
i concetti 3. Organizzare reti concettuali che colleghino i diversi
elementi in una struttura unitaria e significativa
| La costruzione
parte da un'idea centrale (argomento di base) , da cui si diramano tutte
le derivazioni ed associazioni , con ramificazione gerarchica. | La
costruzione prevede tre passaggi principali: a) un primo passaggio
consiste nell’apprendimento dei singoli “oggetti culturali” propri
delle discipline. In questa fase la mente riconosce e memorizza gli oggetti
e li associa all’azione cognitiva che ha permesso di inglobarli
nella mappa. Ma non riesce ancora a metterli in relazione gli uni con
gli altri. La mappa, dunque, non è una rete organizzata, bensì un
deposito più o meno ordinato in cui giacciono attrezzi di cui
si conosce la singola funzione ma che non si saprebbero usare in vista
di un obiettivo unico. b) un secondo passaggio consiste nell’individuazione
delle prime relazioni tra gruppi omogenei di “oggetti”. c)
il terzo passaggio consiste nella piena integrazione delle e tra le singole
macchie Il fattore reagente è costituito dal modello di expertise
che si decide di adottare per risolvere uno o più problemi.
| | FUNZIONI | Le
mappe concettuali dovrebbero servire a mettere in evidenza le connessioni
di significato tra i concetti che formano le proposizioni. Il termine
proposizione identifica una unità semantica in cui due o più concetti
sono legati tra loro da parole. | La mappa mentale serve
per presentare in modo sintetico e sinottico una struttura di pensiero
anche complessa (un libro, un film, un progetto, un problema). E' utile
per organizzare e comunicare le idee, strutturare le informazioni, sviluppare
piani, supportare e facilitare il pensiero creativo, il problem solving,
le decisioni. | Quando la mappa è completa assume tutte
le proprietà e le funzioni di un Modello mentale , ossia di un
sistema esperto di lavoro intellettuale |
SINTASSI Una
mappa concettuale rappresenta graficamente una rete di relazioni tra
concetti. I concetti compaiono nella mappa in forma assai sintetica (tre,
quattro parole per caratterizzare un concetto; non sono ammesse caratterizzazioni
prolisse). La struttura ha la forma di un albero che si ramifica verso
il basso: vi sono concetti che si trovano a livelli più elevati
(nella parte alta della mappa) e concetti che si trovano più in
basso. Il collegamento tra un concetto situato ad un livello gerarchico
più alto e uno più basso, indicato da un tratto che congiunge
i due concetti, rappresenta una connessione (logica, argomentativa, causale,
cronologica, predicativa, o di altro tipo). - In
primo luogo, è essenziale
che i tratti di connessione riportino una breve "etichetta" che
determini di quale connessione si tratta.
- In
secondo luogo, tra un concetto ed i concetti di livello inferiore ad
esso collegati, possono
esistere connessioni diverse. Nell'esempio, le forme dell'esperienza
richiedono l'attività del soggetto e si suddividono in categorie(1)
e intuizioni pure. Si tratta di due tipi di connessioni profondamente
diversi; essenziale dunque esplicitare, con l'etichetta, la natura del
nesso.
- Infine, occorre una
certa flessibilità nella distinzione
tra connessioni e concetti. Novak e Gowin, ideatori del metodo, danno
per scontata una netta distinzione tra concetti e connessioni. Altri
saranno, ragionevolmente, assai più critici e, per una volta,
più moderati. La nozione di nesso tra concetti è assai
lata; pretendere di individuare, nel linguaggio ordinario, una distinzione
rigida tra concetti e nessi è semplicemente fuorviante. Nella
maggior parte dei casi, la pretesa di esplicitare tutti i concetti presenti
nelle connessioni, lasciando solo "nessi puri", può finire
per portare a mappe complicatissime e non necessariamente chiare. Le
categorie sono collegate alle forme in quanto esse sono, nell'intelletto,
le forme in cui si inquadra l'esperienza; dunque non c'è niente
di male nell'etichetta "sono, nell'intelletto". Occorre evitare
il fanatismo della "mappa concettuale definitiva".
Normalmente,
i collegamenti presenti nella mappa sono del tipo "da padre a figli";
da un nodo superordinato ad uno o più nodi subordinati. Sono però consentiti,
ed anzi auspicati, collegamenti trasversali tra rami lontani dell'albero,
a patto che essi siano "significativi", non arbitrari né superficiali La
mappa concettuale rappresenta una gerarchia. Che cosa determina l'ordine
gerarchico dei concetti? In altri termini, sulla base di che cosa si
decide che un certo concetto stia più in alto di un altro? La
risposta di Novak e Gowin è che il concetto superordinato è più "inclusivo";
esso, in qualche modo, "include" i concetti di livello inferiore
collegati. Anche in questo caso, a Novak e Gowin si può imputare
un eccesso di rigidità – una cattiva generalizzazione, che
rischia di produrre difficoltà e confusione. Il criterio di inclusività,
infatti, se vale per le tassonomie, (non tutte le tassonomie sono rigidamente
basate sulla partizione di insiemi e quindi sono inclusive) è assai
più dubbio quando il collegamento sia di natura argomentativa,
e diviene del tutto inaccettabile se il collegamento è causale
o cronologico. L'idea, vagamente aristotelica, che la causa contenga
l'effetto, sarebbe un prezzo veramente troppo alto da pagare per l'uso
di un metodo didattico. Se poi pensiamo che anche termini sincategorematici
di opposizione (ma, però, al contrario, ecc.) costituiscono collegamenti
accettabili, appare evidente che un criterio basato sulla inclusività del
concetto non è proponibile. Gli stessi Novak e Gowin, di fatto,
mostrano di violare continuamente il criterio proposto. Il
problema, piuttosto complesso sul piano teorico, non è di difficile soluzione
nella pratica. Lo studente sarà infatti invitato a "mettere
più in alto" quei concetti che, secondo il suo modo di vedere,
sono "più importanti" o "fondamentali"; quelli
senza i quali "il discorso non si reggerebbe", le chiavi di
volta, ecc. Insomma, i concetti di ordine più elevato saranno
quelli che, nella rappresentazione cognitiva dello studente, hanno una
centralità strutturale, rappresentano i punti-chiave di tenuta
e di connessione della rete. Da un punto di vista formale, il discorso è tutt'altro
che semplice; anche perché una misurazione precisa del grado di "centralità strutturale" del
concetto richiederebbe di avere già a disposizione una rappresentazione
della struttura. L'impressione di una petizione di principio viene meno
quando si pensa che lo studente ha, in qualche modo, organizzato la conoscenza,
nella sua mente, in modo strutturato; oppure è indotto a far ciò proprio
dal compito di elaborare una mappa concettuale. La
rappresentazione grafica dovrà dunque basarsi sulle intuizioni di centralità strutturale che lo studente ha in relazione alla propria organizzazione, sempre in
fieri, della conoscenza. Naturalmente, lo
stesso tema, la stessa lezione, lo stesso paragrafo del libro di testo,
possono essere organizzati in
molti modi diversi. Dunque, allo stesso concetto possono correttamente
venire assegnate, in mappe diverse, diverse posizioni gerarchiche. Ciascuna
di esse corrisponderà ad una diversa impostazione, un diverso
taglio, del tema o del problema. Per esempio, in una impostazione sistematica,
si potrà assegnare una funzione centrale (dunque un elevato livello
gerarchico) alla appercezione trascendentale, oppure alle categorie,
mentre una impostazione problematica potrà porre al vertice il
concetto di possibilità della esperienza, eventualmente collegato
a problematiche humeane, lockeane, ecc. Riflessione Anche
in questo caso, come spesso accade in ambito cognitivista, le caratteristiche
tecniche
dello strumento, pur importanti, sono secondarie; infatti lo strumento
non è tanto un mezzo meccanico di valutazione quanto un ausilio
didattico, strutturalmente aperto, per la osservazione, la stimolazione
e il controllo dei processi di apprendimento. In questo senso, nessuno
strumento specifico è indispensabile, ed anzi ogni strumento può essere
adoperato in maniera improduttiva. Molti strumenti didattici "tradizionali" possono
venire rielaborati e utilizzati in accordo con i fondamentali principi
cognitivisti. Pertanto, la descrizione del metodo delle mappe concettuali è,
principalmente, la descrizione di un esempio, il cui scopo non è fornire
una tecnica infallibile ma mostrare un'applicazione concreta di alcuni
temi cognitivisti. Tale descrizione avrà raggiunto il suo obiettivo
se aiuterà il lettore a raggiungere una migliore consapevolezza
delle proprie strategie didattiche, e se stimolerà un transfer
di conoscenza verso altre applicazioni. A CHE
COSA SERVE A cosa servono Per
chi impara: • visualizzare la natura dei concetti; • esplicitare
le relazioni tra essi; • evidenziarne le relazioni gerarchiche; • far
emergere la struttura ideativa di un testo; • appresentare graficamente
le conoscenze. Favorisce quindi la metacognizione. Per
chi insegna: • valutare
il livello di concettualizzazione; • far emergere la struttura
cognitiva; • rappresentare graficamente e in modo coinciso le
conoscenze.
Più in generale, quindi, le mappe servono per schematizzare
le connessioni di significato tra i concetti che formano le proposizioni,
e per mettere a fuoco le idee chiave su cui ci si deve concentrare per
svolgere un determinato compito. Il metodo delle mappe concettuali
viene completamente tradito se il docente lo adopera per fornire, prima,
durante, o dopo, la spiegazione (o il lavoro sul testo) la propria mappa
concettuale del tema trattato. La mappa concettuale consente di verificare,
in tempi assai brevi, la correttezza e, sotto un aspetto, la completezza
della informazioni in possesso dello studente. In altre parole, essa
permette di verificare se lo studente ha acquisito tutti i principali
concetti e se ne propone una sintesi corretta. Qualora manchi un concetto
centrale, oppure siano presenti concetti caratterizzati in modo erroneo
o, ancora, vengano accostati in modo erroneo concetti, il docente potrà individuare
con facilità lacune nella informazione. Si
potrà inoltre
evidenziare se lo studente abbia acquisito adeguate capacità di
sintesi. Ogni casella deve contenere una breve caratterizzazione del
concetto (tre, quattro parole). Un errore tipico è quello di riempire
ogni casella con intere proposizioni o addirittura argomentazioni (dove
compaiono più concetti e collegamenti); un altro consiste nel
riempire la casella con poche parole, ma irrilevanti o comunque non caratterizzanti
rispetto al concetto che si vuole determinare. Capacità di
sintesi, ricchezza e correttezza nella informazione sono dunque valutabili
con una certa facilità. Parallelamente, lo studente sarà spinto
a modificare il proprio metodo di lavoro in modo da privilegiare sintesi,
ricchezza e correttezza. L'utilità dello strumento sta però soprattutto,
per il docente, nella possibilità di verificare rapidamente l'organizzazione
dei concetti – per lo studente, nel fatto che lo strumento lo aiuta
a concentrarsi su questo aspetto, lasciando temporaneamente da parte
eventuali problemi espositivi. Dalla mappa concettuale emergono con evidenza
distorsioni strutturali, generali o localizzate, ed eventuali difficoltà nella
comprensione di singoli collegamenti tra concetti. Un caso piuttosto
frequente è quello di un concetto secondario cui, per diversi
motivi (perché si trova all'inizio del testo, perché l'insegnante
vi si è soffermato per molto tempo, forse soltanto al fine di
chiarire un fraintendimento, ecc.) viene attribuita una funzione centrale.
In questo caso, non di rado, l'intera struttura risulta distorta, nel
senso che contiene collegamenti erronei e che connessioni e concetti
importanti risultano assenti. Come deve intervenire
il docente in questi casi? Occorre ridurre al minimo l’intervento, stimolando
l'autocorrezione. Ciò può essere fatto, soprattutto nel
caso "difficile" delle distorsioni strutturali, limitandosi
ad elencare allo studente alcuni concetti e connessioni importanti che
non figurano nella sua mappa. Secondo Novak e Gowin, dovere "trovare
il posto" per nuovi concetti, fortemente strutturanti, porta quasi
sempre ad una rielaborazione complessiva. Dovere inserire un nuovo
concetto "importante" in una mappa è un tipico esempio
di problema, che lo studente deve risolvere. Sta al docente valutare
se, e fino a che punto, aiutarlo, facilitandogli la soluzione. Ancora,
sta al docente valutare se sia opportuno chiedere allo studente una nuova
stesura della mappa, o limitarsi invece ad una descrizione verbale dell'aspetto
che la nuova versione dovrebbe assumere. Un’ipotesi intermedia è di
far disegnare allo studente una nuova mappa semplificata, non dettagliata.
Di particolare interesse sono i collegamenti "lontani" e le
strutture che divergono da quelle implicitamente proposte dal docente
(o dal testo). Nel secondo caso, in particolare, si è di fronte
ad una spiccata originalità e creatività nel pensiero.
Il docente dovrà incoraggiare la produzione di mappe concettuali "divergenti";
non soltanto al momento della valutazione ma anche, e soprattutto, nella
impostazione del lavoro. Gli obiettivi(2) didattici che il docente
si propone possono venire ulteriormente esplicitati attraverso l'uso
di
punteggi associati alle caratteristiche della mappa (p. es. 5 punti per
ogni collegamento valido, 10 per ogni livello di gerarchia, 20 per ogni
collegamento trasversale, ecc.). In questo modo lo studente, sapendo
esattamente che cosa viene valutato e quanto viene valutato, percepirà in
modo assai concreto l'importanza che il docente assegna ai singoli fattori. In
alternativa, la mappa può essere valutata secondo una griglia
(p.es. ricchezza, correttezza, articolazione, sintesi); in ogni caso,
occorre che lo studente sappia con la massima chiarezza che cosa viene
valutato e perché. Ogni docente può sperimentare le
modalità di misurazione che gli sembrino opportune, in modo da
affinare i criteri di valutazione. La sperimentazione, la verifica, il
confronto con i colleghi del consiglio di classe, costituiscono momenti
assai fruttuosi; essi inoltre contribuiscono ad assegnare un rilievo
sempre maggiore, nel lavoro didattico, alla promozione dell'apprendimento
significativo. PROCEDURE Novak e Gowin propongono
strategie didattiche dettagliate per introdurre le mappe concettuali
nella scuola. Per quanto riguarda la scuola secondaria, essi prevedono
20 passaggi (descritti alle pp. 45-46 della traduzione italiana).. In
primo luogo, si avvierà una riflessione sulla distinzione tra
concetti e connessioni. Il docente potrà cominciare con alcuni
esempi facili: semplici asserzioni nelle quali concetti e collegamenti
si possano distinguere con facilità. Subito dopo, si chiederà agli
studenti di produrre esempi e così, in maniera interattiva, si
procederà verso casi più complessi o più ambigui.
Per esempio, in "uno stato di cose atomico è costituito da
una concatenazione di oggetti semplici" si possono individuare i
concetti "stato di cose", "oggetto semplice", "concatenazione" e
i collegamenti "essere costituito da" e "di". Ma,
alternativamente, si può anche analizzare la asserzione in questione
con i concetti "stato di cose" e "oggetto semplice" e
il collegamento "è una concatenazione di". Occorre smentire
l'idea che la mappa concettuale debba rappresentare la struttura dei
pensieri; sono invece possibili rappresentazioni diverse ed equivalenti,
e non è necessario (anche perché è impossibile)
esplicitare tutto. A
questo punto, si rifletterà sul fatto
che la conoscenza consta di strutture interconnesse,
e l'insegnante potrà insistere
sulla necessità di uno strumento che consenta agli studenti e
a lui stesso di focalizzare le abilità di organizzazione della
informazione. Sarà opportuno insistere sul fatto che le mappe
vengono introdotte non tanto come strumenti di verifica quanto come mezzi
per promuovere miglioramenti nelle competenze degli studenti. Ciò presuppone
che l'insegnante abbia già affrontato i seguenti argomenti: apprendimento
come rielaborazione "attiva", efficacia di una memorizzazione
legata all'inserimento in strutture, conoscenze dichiarative(3) e conoscenze
procedurali(4), possibilità di migliorare in modo sensibile il proprio
rendimento intervenendo sulle procedure utilizzate. Si può quindi
passare all'esame di un paragrafo di un testo, chiedendo agli studenti
di individuare i concetti più "importanti". (gerarchizzazione)
Possono emergere differenze significative; qualche studente potrà considerare
un certo concetto importante perché lo vede collegato ad altri
argomenti, o perché contribuisce a chiarificare un'area tematica
che prima gli era oscura – forse anche perché si inserisce
facilmente in un suo percorso di rielaborazione personale dell'esperienza.
Simili differenze (che però non sono tanto comuni) vanno evidenziate;
l'insegnante sottolineerà che vi possono essere più maniere
di guardare al medesimo testo. Si insisterà sul fatto che la mappa
che si produrrà ora non è che un esempio. Si
può ora
costruire la mappa, disponendo i concetti secondo l'organizzazione gerarchica
e avendo cura di "etichettare" i collegamenti. Al fine di ridurre
la frustrazione delle riscritture, un buon metodo consiste nello scrivere
i concetti su rettangoli di carta che poi potranno venire spostati. (Quando
si passerà alla fase della produzione di mappe individuali, gli
studenti potranno utilizzare forbici e colla. Se Wittgenstein produceva
le sue opere filosofiche tagliando e incollando, non si vede perché uno
studente di scuola secondaria debba arricciare il naso di fronte a queste
operazioni manuali.) A questo punto, si cercheranno eventuali collegamenti
trasversali, che andranno debitamente etichettati. In ogni fase del lavoro,
si potrà procedere a modificare e ad arricchire la mappa, anche
con concetti che non erano presenti nella lista iniziale delle idee importanti. Si
presentano quindi i criteri di valutazione della mappa, motivandoli in
modo adeguato. Adesso, la classe è pronta per passare al lavoro
individuale (in una fase intermedia, si può prevedere un lavoro
in piccoli gruppi). Ogni studente può scegliere un brano dal libro
di testo e costruirne la mappa. E' fondamentale che il docente non intervenga
soltanto alla fine, quando si tratta di valutare la mappa. Egli deve
invece osservare il processo di costruzione, insistendo soprattutto su
una scelta "personale" dei concetti più importanti e
facilitando il lavoro, se necessario, agli studenti che si trovino in
imbarazzo. E’ possibile elaborare mappe dai diversi livelli
di dettaglio; mappe generali che presentino l'ossatura di un intero corso
o mappe specifiche, relative a singoli capitoli o paragrafi (è un
po' come cambiare il fattore di ingrandimento di un microscopio). E'
possibile appendere mappe dettagliate a mappe più generali, ecc. Riflessione La
differenza principale tra la mappa concettuale e lo schema tradizionale
sta nel fatto che la mappa concettuale viene espressamente, "istituzionalmente",
utilizzata per un lavoro didattico mirante all'apprendimento significativo.
Se l'insegnante dà importanza a questo strumento (o ad altri equivalenti)
egli, implicitamente, rafforza la centralità degli obiettivi che
lo strumento aiuta a conseguire. Dunque, la mappa concettuale dovrebbe
venire annoverata tra i metodi di valutazione "ufficiali";
l'insegnante può prevedere, nella sua programmazione, compiti
in classe basati sulla costruzione di mappe.
STORIA
DELLE MAPPE La
tecnica delle mappe concettuali è stata sviluppata da Novak negli
anni '60. Essa si basa sulle teorie di Ausubel(5), il quale ha evidenziato
l’importanza delle pre-conoscenze possedute dalle persone per l’apprendimento
di nuovi concetti(6). Partendo dal presupposto che “l’apprendimento
significativo implica l’assimilazione dei nuovi concetti nelle
strutture cognitive esistenti”, nacque l’ipotesi della costruzione
delle mappe concettuali per poter formalizzare la conoscenza strutturata,
ovvero il modo in cui i vari concetti posseduti sono interrelati tra
di loro all’interno di un determinato dominio conoscitivo. Le mappe
sono un modello di come noi organizziamo e applichiamo le conoscenze.
Possono essere categorizzate, connettive, associative, specificative
o divise in categorie, ad esempio di tipo causale o temporale. Il
metodo delle mappe concettuali è uno strumento didattico elaborato
in ambito cognitivista, allo scopo di favorire l’apprendimento
e di consentire una verifica dei livelli di comprensione e di rielaborazione
raggiunti dallo studente. Come tutte le metodologie di ispirazione cognitivista,
non è un procedimento meccanico e chiuso; esso risulta realmente
efficace soltanto se inserito in uno stile di lavoro che privilegi la
rielaborazione attiva da parte dello studente e la ricerca di significati. NOTE - Categorie
= predicati ultimi e più generali attribuibili a ciascuna cosa
(Aristotele), funzioni a priori dell'intelletto (concetti) che determinano
le condizioni trascendentali dell'esperienza (Kant) il tipo logico impiegato
nel calcolo proposizionale (Russel)
- Gli
obiettivi richiedono una definizione chiara ed univoca e collegata ad
un sistema di verifica
applicabile in
modo "oggettivo"; occorre garantire riproducibilità,
costanza della performance, decontestualizzazione. Alcuni esempi portano
a ritenere che ogni attività concreta richieda plurimi "saper
fare" i quali sono tra loro collegati da relazioni sistemiche. Risulta
pertanto difficile isolare obiettivi senza cadere in un ottica riduzionista.
All'obiettivo si richiede di essere:
- riferito
ad una sezione unitaria e minima di capacità;
- relativo
ad un comportamento concreto ed inequivocabile;
- isolabile ed
individuabile sia in fase progettuale che dell'azione educativa;
- osservabile
e misurabile in itinere e ala fine (criterio del c'è o non c'è).
- Deve
essere: minimo, concreto, descrivibile, non ambiguo, rilevabile
- Conoscenze
dichiarative: conoscenze che dipendono nel loro formarsi da una rigorosa
aderenza alla descrizione degli oggetti
- Conoscenza
procedurali: conoscenze deputate a definire regole e concatenazioni dir
egole per l'ampliamento e lo sviluppo di qualsiasi esperienza umana
- Il
concetto di apprendimento significativo (contrapposto a quello di apprendimento
meccanico) è definito come la capacità di collegare le
nuove informazioni a CONCETTI, IDEE, PROPOSIZIONI rilevanti già possedute.
Secondo
Ausubel:
- La struttura cognitiva
ha una organizzazione gerarchica (i concetti più particolari sono inclusi in concetti più generali
perciò sovraordinati).
- I
concetti sottostanno ad una differenziazione progressiva, presentano,
via via, maggiori caratteristiche di inclusività o
maggiori caratteristiche di particolarità.
- I
concetti sono soggetti a una conciliazione integrativa(dati due o più concetti
tra loro in possibile relazione possiamo formulare per loro nuovi significati
proposizionali).
6. I CONCETTI sono regolarità,
insieme di caratteristiche costanti riscontrate negli EVENTI (parola
evento)
e negli OGGETTI (parola
concetto) e designate da un nome (etichetta linguistica). Le RELAZIONI
sono reti di significati costituite tra concetti (parola legame). Bibliografia: Minsky
M., La società della mente, Adelphi, Milano, 1989 Bargero M.L.
e Tarantini A. (a cura di), Atti del seminario Costruzione della conoscenza,
Oppi, Milano, 1992 Novak J.D. e Gowin D.B, Imparando a imparare, SEI,
Torino, 1989 Gagnè E.D., Psicologia cognitiva e apprendimento
scolastico, SEI, Torino, 1989 AA. VV., Atti del seminario Scienze
cognitive, OPPI, Milano, 1993 Hofstadter D., L’io della mente,
Adelphi, Milano, 1985 In Insegnare Filosofia 2 1997 DIDATTICA - Mappe
concettuali, uno strumento per la promozione dell'apprendimento significativo
di Alberto Emiliani http://lgxserver.uniba.it/lei/scuola/insfil/ins2_1.htm http://www.iwn.it/is/directory/a98n03/taurino.htm http://public-cmaps.coginst.uwf.edu/cmaps/Mappe-concettuali-nella-didattica/Metamappa2.html U.Margiotta
Pedagogia 99 glossario http://helios.unive.it/pedagog/glossario.htm
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