La risorsa di
Ferdinando Riotta

Gruppo InterIRRE di Ricerca sull’insegnamento della Tecnologia

 

CHE COSA È
La risorsa è tutto quello che può essere utilizzato per ottenere un risultato vantaggioso o per risolvere un problema.

RIFLESSIONE
Normalmente il concetto di risorsa viene limitato al contesto materiale, indicando con esso soprattutto il denaro o le materie prime; altre volte si parla di risorse umane, intendendo la capacità lavorativa degli uomini; ma esiste un ampio ventaglio di elementi che possiamo considerare risorsa; infatti una volta venivano chiamati “fattori della produzione e, nel contesto sociale dell’industrializzazione, da Taylor in poi, erano solamente capitale, natura, lavoro, cui si aggiunse più tardi l’organizzazione.
Oggi che il terziario e il terziario avanzato sono i settori economici più importanti, sembra necessario aggiornare la riflessione sulle risorse. Si propone qui un elenco non esaustivo le cui voci possono essere raggruppate a seconda degli approcci alla Tecnologia che si assumono.

  • denaro
  • energia
  • materiali
  • macchine e strumenti in genere
  • l’organizzazione
  • tempo
  • spazio dove svolgere l’attività
  • mercato, ovvero la possibilità di scambiare i prodotti
  • legislazione
  • conoscenze e informazioni
  • competenze e capacità naturali
  • idee, brevetti e diritti
  • prestigio, credibilità, affidabilità

  • Alcune di queste risorse sono limitate e dobbiamo fare i conti con le difficoltà che questo comporta sia in termini di costi che in termini di vincoli; altre risorse, soprattutto quelle immateriali, ce le creiamo da soli, come l’organizzazione, la credibilità, le idee, e spesso sono quelle che rendono efficaci quelle materiali.

    Il modello di analisi disciplinare è una tabella a doppia entrata che, attraverso la risposta ad una serie di domande focali che si trovano all'incrocio tra i suoi indicatori, ci dà l'analisi della epistemologica della disciplina.

QUAL È IL SUO SPECIFICO
Il valore delle risorse
Il valore che viene attribuito alle risorse dipende dalla loro quantità o reperibilità, infatti sono soggette alla legge di mercato che fa alzare i prezzi dei prodotti più rari o più richiesti. Altro fattore determinante per il valore è la rinnovabilità e l’esauribilità che hanno grande importanza non solo per le risorse naturali, ma anche per altre a cui in genere si presta poca attenzione; ad esempio si possono riprodurre le idee, che crescono legandosi ad altre idee, le competenze che si possono continuamente aggiornare e migliorare, e bisogna stare attenti al tempo, che può diventare “passato” per definizione, alla credibilità, che una volta persa è difficilissimo ricostruire, ecc.
E’ importante spostare il punto di vista sul concetto di risorsa per renderne più flessibile l’approccio, così che si possa comprendere perché la biodiversità è una risorsa, o perché si possano assumere diverse chiavi di lettura dei fenomeni socio-economici legati al controllo delle risorse, siano esse materiali o invece informazioni o conoscenze scientifico-tecnologiche, ecc.

GESTIONE DELLE RISORSE: APPROCCIO DISCIPLINARE E INTERDISCIPLINARE
Il concetto di risorsa in Tecnologia è presente ogni qualvolta si affronta l’analisi del processo produttivo. Spesso però ci si limita a ridurne il senso assimilandolo a quello di materia prima, ossia di ciò che deve essere trasformato per ottenere un prodotto.
Il concetto ha invece una forte connotazione socio–economico–ambientale che non può essere trascurata:

  • Ogni risorsa, indipendentemente dalla specie, assume valore solo se viene utilizzata. Avere l’armadio pieno di vestiti e non indossarli mai o saper lavorare il ferro battuto e poi fare il commerciante di pesce, sono esempi di mancato utilizzo delle risorse che invece farebbero produrre un grosso vantaggio se spese in un contesto appropriato. La risorsa come capitale accumulato non ha senso, la risorsa come capitale investito produce ricchezza.
  • In tutti i processi produttivi esiste la possibilità che si verifichino degli inconvenienti pertanto alcune risorse possono andare sprecate. Ciò comporta la necessità di avere “scorte” che consentano di affrontare gli imprevisti sia quando si parla di benzina, di legno o di tempo, sia quando ci si riferisce alle conoscenze e competenze perché dobbiamo anche sapere dove attingere informazioni o aiuti se ciò che possediamo non è sufficiente.
  • La cultura della scorta è essenziale nell’educazione alla gestione del rischio:
    • se guidiamo l’auto e siamo in ritardo, possiamo correre pericoli nel tentativo di recuperare tempo
    • acquistare più di quanto i nostri introiti ci garantiscano, ci fa rientrare nella spirale dei debiti
    • per mantenere comunque la qualità dei prodotti, si devono poter sostituire le materie prime difettose
    • il benessere ottenuto dalla trasformazione delle risorse deve essere maggiore del valore delle risorse stesse. Qualunque azione produttiva deve portare a dei vantaggi, altrimenti diventa inutile per chi l’ha ideata e dannosa per la collettività perché alcune risorse sono state “bruciate” senza scopo. Ciò conduce alla cultura del controllo degli sprechi che ha influenze sul campo ambientale, ma anche su quello socio-economico, soprattutto se non ci si limita a considerare le sole risorse finanziarie, ma si allarga la riflessione alle risorse di tempo, professionalità, ecc.
  • Anche i vincoli sono risorse. Ognuno di noi davanti ad un foglio bianco e ad una consegna generica del tipo “scrivi qualcosa” rimane quantomeno perplesso. Avere delle indicazioni, dei limiti, dei riferimenti aiuta in qualunque attività umana perché indirizza le nostre risorse intellettuali e materiali verso scopi definibili. Fare i conti con il vincolo, e con il suo concetto connesso di limite è un’impresa che richiede la maturazione del senso del rispetto, di sé o del gruppo di appartenenza; molto spesso infatti si va avanti senza curarsi di superare i limiti, convinti che questo non abbia importanza, o che prima o poi qualcuno o qualcosa provvederà a riparare il danno prodotto.
    Rispettare i vincoli significa invece sapere che l’effetto prodotto dalle nostre azioni rischia di essere dannoso per qualcun altro e che può provocare una risposta correttiva, anche dura, da un sistema al quale viene turbato l’equilibrio. E tali reazioni possono provenire dal sistema ambientale naturale, ma anche dal sistema sociale: per questo come è noto gli uomini si sono dotati di leggi che definiscono i confini, i limiti oltre i quali il sistema reagisce.
    Comprendere che il limite non è sopruso, ma un segnale che serve a prevenire reazioni che possono creare svantaggio o peggiorare la qualità della vita è un impegno prioritario per favorire la maturazione del senso di responsabilità.
  • Le risorse sono limitate, chi controlla le risorse, controlla il potere. Qualunque analisi storica e sociale conferma l’importanza del controllo delle risorse e se un gruppo blocca la disponibilità di risorse come l’acqua, il grano, la sicurezza, la pace o l’informazione, può creare forti tensioni sociali che possono degenerare in azioni destabilizzanti.
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