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CHE COSA È
E’ uno strumento di analisi, di scoperta e di invenzione. Riflessione Gi
artefatti moderni non lasciano intuire cosa ci sia al loro interno, mentre
esaltano la funzione per la quale sono stati costruiti. Ecco allora
la lavatrice lava, il ciclomotore trasporta, la videocamera cattura immagini,
e così via. Gli artefatti occupano uno spazio e sono l’insieme
ragionato di parti, ognuna delle quali svolge un preciso compito. La
scoperta del funzionamento di ogni singola parte e’ appunto l’obiettivo
primario dello strumento “scatola nera”.
PROCEDURA Tenuto
conto del fatto che ogni oggetto può essere rappresentato graficamente,
anche con schemi, l’operazione di scoperta può avvenire
anche senza smontare l’artefatto in esame. Quattro sono le parti
fondamentali in questo strumento: - L’analisi
dei dati in entrata
- L’analisi
dei dati in uscita
- La
definizione del contesto in cui si opera
- L’ipotesi
e la verifica del funzionamento.
Esempio Il
docente disegna alla lavagna un interruttore con i due cavi di collegamento;
a fianco, un rettangolo e, di seguito, una lampadina con i relativi cavi.
 Definiamo
le quattro parti fondamentali dello strumento “scatola nera”: - I
dati in entrata:
| l’interruttore ed
i cavi di collegamento | - I
dati in uscita:
| la lampada ed i relativi cavi | - Il
contesto in cui si opera:
| l’elettrotecnica | - L’ipotesi di funzionamento:
| la
scatola nera |
Il docente pone all’alunno il problema
da risolvere: “Se agisco sull’interruttore, come fa la
lampadina ad illuminarsi?” L’alunno deve copiare sul
suo quaderno quanto il docente ha disegnato alla lavagna e, all’interno
del rettangolo, ipotizzare quanto serve a risolvere la situazione problematica. Il
rettangolo e’ la scatola nera, è lo spazio in cui l’alunno
ha la libertà di effettuare tutte le operazioni logiche ed associative
necessarie. In questo modo l’alunno crea e consolida nuove conoscenze,
abbandona lo studio mnemonico a favore di una consapevole presa di coscienza
del fatto che ciò che già conosce può essere utilizzato
nella realtà delle cose e fornirgli spunti di ragionamento e di
creatività. La verifica utilizza l’inferenza deduzione
(se … allora …) e permette di controllare l’effetto desiderato
nella porta d’uscita. All’interno della scatola nera ogni
parte utilizzata deve essere verificata singolarmente, per cui la verifica
finale appare come verifica sommativa delle parziali. Tornando
all’esempio,
se l’alunno traccia il percorso dei fili conduttori, dovrà chiedersi
se essi sono collegati in modo logico e corretto; oppure, se ha inserito
una pila, dovrà verificare o ipotizzare che essa sia carica. Al
termine della fase analitico – progettuale, se le condizioni sono
adatte e se i materiali utilizzabili sono di facile lavorabilità,
si può prevedere la realizzazione pratica e verificare se quanto
costruito risponde a quanto progettato. Compito del docente, in questa
fase, e’ di procurare il materiale necessario; detto in parole semplici,
lasciare sul tavolo molti oggetti: fra loro quelli adatti per il lavoro,
in modo che l’allievo possa scegliere ed organizzare quanto necessita.
Non deve essere un’operazione di bricolage o di assemblaggio di un
kit preconfezionato, ma un’operazione logico – manuale in cui
le operazioni di confronto, scelta, discriminazione sono alla base del
processo intellettivo. E’ importante evidenziare il fatto che
nulla deve essere lasciato al caso e che il docente deve, all’inizio
dell’attività didattica, prevedere anche il più piccolo
dettaglio in modo da evitare empirismi ed improvvisazioni che poco hanno
a che fare con una mirata azione educativa e formativa, specialmente in
ambito tecnologico. RISULTATI ATTESI - Apprendimento
significativo, non mnemonico
- Capacità di
leggere i dati in una situazione problematica
- Capacità di
collegare i dati
- Capacità di
porsi problemi
- Capacità di ipotizzare
soluzioni reali per la risoluzione della situazione problematica
- Sviluppo
di capacità critiche
- Acquisizione
della terminologia specifica
- Capacità di
descrizione di fatti, processi, sistemi
- Acquisizione di autonomia operativa.
DOVE
SI APPLICA I campi di applicazione sono
molti e diversificati: si può scoprire
il funzionamento di una leva di primo genere oppure un sistema di produzione
industriale, un supermercato o un impianto di depurazione. La scoperta
di un congegno semplice porta a definire molto dettagliatamente forma,
funzione, principi scientifici applicati e quant’altro; nel caso
di un sistema sarà necessario dapprima definire i blocchi logici
dell’insieme, poi, scoprendoli uno ad uno, giungere alla definizione
in dettaglio delle singole componenti. Sulla base di queste considerazioni,
ecco come risulta un semplice congegno: 
e
come invece appare un sistema o una parte di esso: 
L’uomo,
nella costruzione del suo pensiero, giustappone le conoscenze, articolandole
in modo da fornire un progetto, una frase, un disegno. Lo strumento “scatola
nera” segue il percorso inverso, alla ricerca degli elementi che
hanno dato vita a quell’insieme, motivandone le scelte e cercando
alternative. |