Gli strumenti formativi di
Maria Famiglietti - Gruppo InterIRRE di Ricerca sull’insegnamento della Tecnologia

 

CHE COSA SONO - A CHE COSA SERVONO

Quando parliamo di strumenti formativi o mediatori didattici escludiamo qualsiasi tipo di strumento fisico (libri, computer, audiovisivi ecc.) e intendiamo riferirci alla visualizzazione grafica di operazioni logico-mentali.
Definiamo tali strumenti come strumenti formativi in quanto da un lato la scuola in cui operiamo è una scuola formativa e, dall’altro, tale formazione non proviene dai contenuti disciplinari, ma proprio da come questi vengono organizzati in conoscenze significative attraverso l’uso consapevole degli strumenti. Questi strumenti formativi diventano poi strumenti logici o logico-formativi quando riportano gli indicatori per analizzare un contesto, cioè quando, una volta applicati a un contesto, rappresentano una conoscenza organizzata.

Tali strumenti possono essere articolati in tre categorie:

  • quelli che si applicano prevalentemente alle operazioni mentali di sistemazione dei dati in contesti spaziali: grafi (orientati), grafo ad albero, diagramma di Eulero Venn, relazioni riflessive, relazioni per analogie e differenze o diagramma sagittale, relazioni generalizzanti, tabella a due colonne, organigramma, matrice di interazione, matrice quadrata, tabella a più colonne, rappresentazioni statistiche;
  • quelli che si applicano prevalentemente alle operazioni mentali di sistemazione dei dati in contesti temporali: tabella a più colonne, rappresentazioni statistiche (già utilizzate per i contesti temporali diagramma di flusso a blocchi decisionali, diagrammi di flusso lineari, relazioni d'ordine temporale stretto, relazioni di ordine discontinuo, diagramma di Gantt (che serve anche per i contesti organizzativi);
  • quelli che si applicano prevalentemente alle operazioni mentali di sistemazione dei dati in contesti di relazioni semplici e complesse: tabella a doppia entrata, diagramma a lisca di pesce o di Ishikawa, sequenza R.A.RE.CO.

VEDI TABELLA

Nella tabella di figura 1 sono stati classificati gli strumenti formativi in funzione delle diverse operazioni mentali delle quali essi sono, come abbiamo detto, la visualizzazione “vuota”, nel senso che assumono significato e funzione di strumenti logico-formativi quando sono applicati per produrre, organizzare, sistemare conoscenza.
Tale conoscenza è sempre, come afferma Rumelhart, una conoscenza:

  • o di oggetti che esistono in uno spazio e caratterizzati da relazioni fra le loro parti o elementi;
  • o di eventi che si svolgono nel tempo in un sistema di relazioni temporali o causali;
  • o di situazioni che possono essere di tipo problematico oppure organizzativo.

    Riflessione
    Il contributo della scienza cognitiva ha reso evidente che le nostre conoscenze sono contenute tutte in schemi mentali. Tali schemi risiedono nella mente e organizzano le conoscenze di oggetti in relazione allo spazio e alle funzioni, di eventi nel tempo attraverso sequenze di azioni (procedure), di situazioni di tipo problematico o organizzativo. Data questa attività di funzionamento della mente di un soggetto in apprendimento, il compito della scuola risulta dunque quello di operare in modo da rendere consapevoli i giovani delle operazioni mentali che loro stessi visualizzano mediante la rappresentazione con strumenti formativi.
    In altre parole: se gli schemi da un lato sono il modo di costruire nuova conoscenza e di mettere a punto le conoscenze già possedute, e dall’altro il modo di rappresentare conoscenze in seguito a stimoli, allora gli strumenti sono la visualizzazione grafico-cartacea di queste operazioni.
    Quindi imparare a traslare la logica degli schemi mentali in strumenti rappresentativi di questa logica, al fine di prendere coscienza di come la mente costruisce la conoscenza, significa imparare ad apprendere in maniera autonoma e significativa.
    Immaginiamo per un attimo di poter tirare fuori materialmente dalla nostra mente uno di questi schemi in attività produttiva e poterlo appoggiare su un foglio di carta al fine di esaminarlo come un qualsiasi pezzo meccanico. Bene: questa operazione di estrazione, visualizzazione e di intervento costituisce il passaggio dallo schema immateriale allo strumento graficamente materializzato.

 
OPERAZIONI MENTALI DI SISTEMAZIONE DEI DATI
DENOMINAZIONE E DEFINIZIONE
FUNZIONI
CARATTERISTICHE
RAPPRESENTAZIONE GRAFICA
3.1.a.1ANALISI E RELAZIONIGRAFI ORIENTATIEvidenziare le relazioniCollegare nodi mediante archi
3.1. a.2.aANALISI E GERARCHIZZAZIONEGRAFO AD ALBEROEvidenziare relazioni gerarchiche e di appartenenzaLettura top-down e viceversa.
Lettura orizzontale dei nodi aventi lo stesso valore gerarchico
3.1. c.2INCLUSIONE ED ESCLUSIONEDIAGRAMMA DI EULERO VENNRappresentare le appartenenze, le inclusioni e le intersezioniLa visualizzazione immediata di ciò che si rappresenta
3.1. a.1ANALISI, RELAZIONI E RIFLESSIONIRELAZIONE RIFLESSIVARiflettere su un elemento di un insieme per descriverlo, o su più elementi considerati uno alla voltaDescrivere in profondità l’elemento esaminato
3.1. a.1ANALISI E RELAZIONI COMPARATIVERELAZIONI PER ANALOGIE E DIFFERENZE (DIAGRAMMA SAGITTALE)Mettere in relazione i dati o elementi di due o più insiemi per confrontarli e individuare analogie e differenze

Confrontare per:

  • verificare se…. nel campo sperimentale
  • dimostrare che... nel campo argomentativi.

Ciò costituisce la logica del commento

3.1. a.1ASTRAZIONE E SINTESIRELAZIONI GENERALIZZATEDall’analisi e relazione di due o più insiemi, ricavare costanti utilizzabili per ampliare il contesto nello spazio e nel tempoEstrapolare gli elementi portanti dei confronti effet-tuati per formulare teorie (campo speri-mentale) o costruire tesi (campo argomentativo).
Ciò costituisce la logica della critica
3.1. bANALISI E RELAZIONITABELLA A DUE COLONNERilevare analogie e differenze sulla base di criteri dati 
3.1. a.2ANALISI E GERARCHIZZAZIONEORGANIGRAMMARappresentare con immediatezza visiva le relazioni funzionali e gerarchiche fra gli elementi di un insieme dinamicoEvidenziare la gerarchia e consentire una lettura orizzontale degli elementi che si trovano allo stesso livello gerarchico (come il grafo ad albero)
3.1. bANALISI E RELAZIONIMATRICE D’INTERAZIONEVisualizzare le relazioni che esistono fra gli elementi di uno stesso insiemeEvidenziare con imme-diatezza il tipo di rela-zione che esiste fra due elementi di uno stesso insieme; evidenziare la frequenza di ciascun tipo di relazione
3.1. bANALISI E RELAZIONI COMPARATIVEMATRICE QUADRATA SIMMETRICAMettere in relazione, all’interno di uno stesso insieme o gran-dezza, ciascun elemento con tutti gli altri e quindi anche con se stesso in base a un criterio datoRappresentare con evidenza il rapporto di una grandezza con se
  1. ...
  2. ...
  3. ...
3.1. b.1ANALISI, CATEGORIZZAZIONE, RELAZIONI E SINTESITABELLA A PIU’ COLONNEData una situazione problematica, organizzare e sistemare i dati che emergono dalle risposte fornite, ad esempio, da un gruppo di ricercaUna volta affrontata una situazione problematica, permette di evidenziarne i criteri di analisi e gli elementi che appartengono a ciascuno di essi
3.1. c.1.bANALISI, , RELAZIONI E SINTESIRAPPRESENTAZIONI STATISTICHEAll’interno del contesto o fenomeno, rappresentare visivamente, mediante superfici e forme, le relazioni tra due o più grandezzePercepire con immediatezza le relazioni fra grandezze attraverso le differenze di dimensioni, colore, andamento
3.1. c.3.aANALISI TEMPORALE, PERCEZIONE DI SINGOLI DATI, PROBLEMATIZZAZIONEDIAGRAMMA DI FLUSSO A BLOCCHI DECISIONALIRappresentare la sequenza di operazioni per arrivare ad un risultatoPrefigurazione e controllo di una procedura
3.1. a.1RELAZIONI TEMPORALIRELAZIONI D’ORDINE TEMPORALE STRETTOComunicare il flusso temporale cronologico di una sequenza di eventiEvidenziare un prima e un dopo mediante la congiunzione e, gli avverbi poi e dopo e segni di punteggiatura.
3.1. c.1.cRELAZIONI TEMPORALIDIAGRAMMA DI GANTTStabilire relazioni fra tempi ed eventi per programmare un’attivitàVisualizzare la durata nel tempo di diversi eventi relativi ad una medesima attività, evidenziandone la successione cronologica o l’eventuale contemporaneità
 RELAZIONI TEMPORALIRELAZIONI D’ORDINE DISCONTINUAComunicare una sequenza di eventi in un ordine cronologicoEvidenziare il punto di vista personale nella narrazione di un flusso di eventi mediante avverbi mentre, contemporaneamente, prima, all’inizio, ecc, e segni di punteggiatura
 ANALISI E RELAZIONE TEMPORALE: VERBALIZZAZIONEDIAGRAMMA DI FLUSSO LINEARERappresentare in un processo produttivo o in un fenomeno fisico la sequenza delle singole relazioni fra le parti e/o elementi, e cogliere le fasi in cui si articola il processo o fenomenoEvidenziare attraver-so i verbi operatori le relazioni tra parti e/o elementi e sequenze operative espresse mediante sostantivi. Produce comunicazione corretta in ambito specifico
 ANALISI E RELAZIONIDIAGRAMMA A LISCA DI PESCE O DI ISHIKAWARappresentare il complesso delle cause e intercause che intervengono a modificare una situazione data verso un obiettivo prefissatoEvidenziando tutti i fattori in gioco e le relazioni funzionali fra questi, permette l’individuazione dei punti di intervento per conseguire un obiettivo prefissato in una situazione data
 ANALISI E RELAZIONI: DECOMPLESSIFICAZIONETABELLA A DOPPIA ENTRATA (in certi casi a tripla entrata)Mettere in relazione due insiemi per rappresentare o leggere un fenomenoRendere immediatamente evidente la relazione fra singoli dati di due insiemi anche complessi e, contemporaneamente, consentire una lettura globale del fenomeno 
 RAPPRESENTAZIONE, ANALISI, RELAZIONE, COMUNICAZIONESEQUENZA R.A.RE.CORappresentare graficamente un sistema produttivo o fisiologico; denominarne e analizzarne le parti o gli elementi in base al modello della descrizione di un oggetto fisico (definizione, funzione, partizione, caratteristiche); mettere in relazione le parti e/o elementi con la sequenza produttiva per cogliere le fasi in cui si articola il processo o fenomeno; comunicare mediante il linguaggio scritto le singole sequenze Riunire in un sistema di organizzazione della conoscenza i momenti della rappresentazione, analisi, relazione e comunicazione 
 CODIFICARE E DECODIFICARE MESSAGGILINGUAGGIO SCRITTOComunicare mediante un codiceRappresentare concetti mediante un rapporto tra significante e significatoabcdefghilmnopqrstuvz
home
protocolli
progetti