| |
CHE COSA E'
La TA.CO.CA.
è un l’acronimo (TAbella COnfronto CAmpione) di un importante
modello di socializzazione.
A CHE COSA SERVE
E' un tipo di mediatore didattico antitetico all'uso dei test, che serve
per individuare i livelli di partenza (L.P.) per poi giungere a un livello
di uscita (L.U.) attraverso la metodologia della ricerca-azione, verificando
lo scarto che intercorre tra L.P. e L.U. in termini di apprendimento significativo.
QUANDO SI UTILIZZA
Si applica nella stimolazione degli alunni su una problematica non ancora
trattata, allo scopo di raccogliere in un quadro ciò che essi pensano
o conoscono di tale problematica e, da qui, guidarli nel rappresentarsi
e costruire uno sviluppo di conoscenze nuove e significative che li portano
a riflettere sulla propria esperienza (apprendimento significativo) e
a modificare la propria visione del mondo in riferimento al contesto richiamato
dalla problematica in oggetto.
In pratica è la fase decisiva per innestare il processo di apprendimento
ed è una tecnica da avviarsi fin dalla scuola primaria per essere
poi consolidata nel triennio della scuola media.
Attenzione
- Non bisogna confondere questa tecnica con
le tradizionali operazioni di lettura delle risposte date dagli studenti
ad un problema posto dall'insegnante, che si risolvono nel privilegiare
gli alunni più "bravi", riducendo la partecipazione
degli altri ad un ascolto passivo, oppure ad una noiosa e improduttiva
lettura di tutte le risposte dalle quali non emerge alcuna nuova conoscenza
se non per opera dell'intervento del docente.
- Pur avendo un punto di partenza analogo
al metodo della matrice cognitiva (mc) di Elio Damiano, in cui l'insegnante
raccoglie in una rappresentazione grafica tutte le idee e conoscenze
degli alunni su una problematica non conosciuta per poi, attraverso
la Conversazione Clinica, portarli alla Mappa Concettuale predefinita
dall'insegnante, la tecnica TA.CO.CA.
se ne discosta negli sviluppi e nelle finalità, in quanto punta
alla produzione di nuova conoscenza in una situazione continua di ricerca-azione,
in cui l'insegnante pur controllando la correttezza delle conoscenze
via via costruite dagli alunni, non dispone a priori di un modello predeterminato
da raggiungere.
PROCEDURA
1. Condizioni metodologiche della consegna
a) attinenza alla realtà dell'alunno
Innanzitutto la domanda dell'insegnante è una domanda cui in
ogni caso gli alunni possono dare una risposta, perché viene
posta con lo scopo di verificare quale rappresentazione mentale essi
hanno circa condizione è quella di dover affrontare una situazione
problematica complessa al cui interno non emergono i veri problemiuna
tematica che vivono anche se non è stata ancora affrontata a
scuola.
(Ad es. se si vuole accertare ciò che gli alunni hanno in mente
circa una nuova disciplina di studio, la domanda potrà essere:
"Quest'anno studieremo una nuova materia che si chiama Educazione
tecnica. Provate a scrivere in breve che cos'è per voi l'Educazione
tecnica e a che cosa vi potrà servire".
b) non inquinamento
La domanda deve essere formulata senza alcun inquinamento, nel senso
che l'insegnante non fornisce alcuna spiegazione aggiuntiva né
alcuna raccomandazione circa i contenuti delle risposte, se non una
diversa formulazione linguistica eventualmente più accessibile,
e parimenti gli alunni non devono fare commenti o domande, o esprimere
a voce alta ciò che pensano. Questo è fondamentale per
poter determinare oggettivamente il livello di partenza (L.P.).
2. Condizioni metodologiche per l'avvio alla socializzazione
a) criteri per l'individuazione del campione
ai fini della sua implementazione
Dopo che gli alunni hanno fornito per iscritto, sul quaderno e apponendo
la data, una risposta che essi ritengono significativa al problema posto
dall’insegnante, il docente chiede a ciascuno di contare con quante
parole aventi significato pieno hanno cercato di dare una definizione.
Chiarisce che gli articoli, le preposizioni, le congiunzioni ecc. sono
parole aventi funzione di legame o di collegamento, ma non hanno significato
pieno, come invece i sostantivi, gli aggettivi qualificativi, i verbi,
ecc.
Riflessione:
Per fare ciò, l'insegnante guida in
pratica gli alunni a prendere coscienza del significato di proposizione
non più come unità grammaticale che esprime una azione
definita da un verbo, ma come unità di informazione espressa
da un argomento e una relazione1.
Invita poi gli alunni che hanno usato un minor numero
di parole a leggere la loro risposta e ne sceglie una fra queste; può
anche metterne insieme due, avendo cura che in tale risposta o unione
di due risposte vi sia almeno un punto relativo alla domanda posta.
Cioé, in altre parole, che il campione sia
suscettibile di aggregare un confronto il più aperto possibile.
Si applica così un criterio di implementazione
simile per certi versi al principio del domino: a una tessera di partenza
(la risposta minima ma attinente al tema) si possono via via aggiungere
altre tessere congruenti (le risposte arricchenti) fino a formulare
un quadro anche vastissimo che si sviluppa lungo una rete logica di
collegamenti per analogia o differenza.
b) Sistemazione dei dati mediante lo strumento
formativo: tabella a doppia entrata
La configurazione fisica dello strumento di raccolta e sistemazione
dei dati, consiste in una tabella a doppia entrata che reca in colonna
verticale i nomi degli alunni che man mano offriranno arricchimenti
alla risposta campione e, nell’intestazione in orizzontale, le
diverse tipologie di risposta alla domanda posta dal docente:
- risposta campione
- risposta simile o di arricchimento a quanto
già detto
- risposta diversa ma parimenti arricchente
- definizioni e/o informazioni ricavate da
uno o più dizionari
- eventuali dati ricavati dalla lettura di
un breve testo offerto dal docente
- stesura di un testo che tenga conto di tutti
i dati interessanti offerti (fase di costruzione della conoscenza che
dà il livello di uscita (L.U.).
L'insegnante costruisce questa tabella alla
lavagna e invita gli studenti a fare altrettanto sui loro quaderni.
tipi di risposta alunni
|
1 |
2 |
3 |
| RISPOSTA DI TIPO A |
RISPOSTA SIMILE O SOMIGLIANTE AL TIPO A |
RISPOSTA DIVERSA DAL TIPO A |
1
Veronica
|
L’Ed. Tecnica è una materia
che ci insegna a fare tante cose utili e anche dei mestieri come la
sarta, l’elettricista, che ci possono servire per un domani |
|
|
2
Mariella
|
|
E’ una materia dove imparare a lavorare facendo
delle cose che ci possono servire quando siamo grandi |
|
3
Paola
|
|
|
L’Ed. Tecnica è una materia dove si studiano
la carta, i metalli, il legno, ecc. Poi si fanno dei disegni |
4
Ugo
|
|
|
E’ una materia dove non ci sono i compiti, ma
si fanno dei lavori con la carta, la colla e il legno |
Avvertenza
Successivamente, man mano che gli alunni comprendono come si possono attuare
attività aggreganti, questo tipo di socializzazione viene svolto
senza l’uso della tabella, perché si riportano gli arricchimenti
direttamente sulla risposta CAmpione abbreviando di molto i tempi.
Riflessione: Rapporto
con la ricerca scientifica e valore formativo della socializzazione TA
CO.CA
Con questa tecnica, la risposta o risposte CAmpione
vengono offerte senz’altro dai ragazzi che scrivono meno e che
di solito sono considerati quelli che stanno meno attenti; il confronto
prevede così la partecipazione di tutti gli alunni, in quanto
tutti hanno costantemente sott’occhio il CAmpione
assunto e possono quindi procedere nel confronto delle idee. Con questa
tecnica non si richiede l’ascolto obbligato di quanto scritto
dai compagni, ma la partecipazione logica, perché ogni alunno
deve comprendere quanto offerto dalla risposta CAmpione,
verificare, mediante una operazione mentale, se la propria risposta
risulta uguale come significato anche se espressa con parole diverse
alla risposta CAmpione, e in tal caso
se è arricchente o no, oppure se è diversa e se è
pertinente in quanto arricchente.
Questo tipo di socializzazione non penalizza nessuno. Anzi, dopo aver
apportato tutte le aggregazioni operando in gruppo e aver riscritto
la definizione singolarmente, tutti gli alunni hanno l’impressione
che essa, sia frutto di un lavoro comune e si rendono conto dell’importanza
della socializzazione e della ricchezza offerta dalle diversità
di opinioni e idee.
Oltre che su queste considerazioni intese a non tagliare fuori nessun
alunno dalla socializzazione e costruzione della conoscenza, la metodologia
della TA.CO.CA. è ispirata a quanto
si fa nel campo delle ricerca scientifica allorché ad un'équipe
di ricercatori viene ad esempio affidata la ricognizione di porzioni
di territorio (poniamo un bosco). Al ritorno dalla fase di ricognizione,
il coordinatore della ricerca, se vuole conoscere i tipi di essenze
e il loro numero nell'intero bosco, comincierà a chiedere ai
membri del gruppo chi ha trovato nella propria porzione il minor numero
di essenze e la quantità di queste, procedendo poi per aggregazione
fino a completare rapidamente il quadro. Questo per motivi di razionalità
logica di espansione progressiva delle informazioni a partire dal punto
zero, fino a un punto n che invece è
ignoto.
|