La TA.CO.CA di
Maria Famiglietti

 

CHE COSA E'

La TA.CO.CA. è un l’acronimo (TAbella COnfronto CAmpione) di un importante modello di socializzazione.

A CHE COSA SERVE
E' un tipo di mediatore didattico antitetico all'uso dei test, che serve per individuare i livelli di partenza (L.P.) per poi giungere a un livello di uscita (L.U.) attraverso la metodologia della ricerca-azione, verificando lo scarto che intercorre tra L.P. e L.U. in termini di apprendimento significativo.

QUANDO SI UTILIZZA
Si applica nella stimolazione degli alunni su una problematica non ancora trattata, allo scopo di raccogliere in un quadro ciò che essi pensano o conoscono di tale problematica e, da qui, guidarli nel rappresentarsi e costruire uno sviluppo di conoscenze nuove e significative che li portano a riflettere sulla propria esperienza (apprendimento significativo) e a modificare la propria visione del mondo in riferimento al contesto richiamato dalla problematica in oggetto.
In pratica è la fase decisiva per innestare il processo di apprendimento ed è una tecnica da avviarsi fin dalla scuola primaria per essere poi consolidata nel triennio della scuola media.

Attenzione

  1. Non bisogna confondere questa tecnica con le tradizionali operazioni di lettura delle risposte date dagli studenti ad un problema posto dall'insegnante, che si risolvono nel privilegiare gli alunni più "bravi", riducendo la partecipazione degli altri ad un ascolto passivo, oppure ad una noiosa e improduttiva lettura di tutte le risposte dalle quali non emerge alcuna nuova conoscenza se non per opera dell'intervento del docente.
  2. Pur avendo un punto di partenza analogo al metodo della matrice cognitiva (mc) di Elio Damiano, in cui l'insegnante raccoglie in una rappresentazione grafica tutte le idee e conoscenze degli alunni su una problematica non conosciuta per poi, attraverso la Conversazione Clinica, portarli alla Mappa Concettuale predefinita dall'insegnante, la tecnica TA.CO.CA. se ne discosta negli sviluppi e nelle finalità, in quanto punta alla produzione di nuova conoscenza in una situazione continua di ricerca-azione, in cui l'insegnante pur controllando la correttezza delle conoscenze via via costruite dagli alunni, non dispone a priori di un modello predeterminato da raggiungere.

PROCEDURA
1. Condizioni metodologiche della consegna

a) attinenza alla realtà dell'alunno
Innanzitutto la domanda dell'insegnante è una domanda cui in ogni caso gli alunni possono dare una risposta, perché viene posta con lo scopo di verificare quale rappresentazione mentale essi hanno circa condizione è quella di dover affrontare una situazione problematica complessa al cui interno non emergono i veri problemiuna tematica che vivono anche se non è stata ancora affrontata a scuola.
(Ad es. se si vuole accertare ciò che gli alunni hanno in mente circa una nuova disciplina di studio, la domanda potrà essere: "Quest'anno studieremo una nuova materia che si chiama Educazione tecnica. Provate a scrivere in breve che cos'è per voi l'Educazione tecnica e a che cosa vi potrà servire".

b) non inquinamento
La domanda deve essere formulata senza alcun inquinamento, nel senso che l'insegnante non fornisce alcuna spiegazione aggiuntiva né alcuna raccomandazione circa i contenuti delle risposte, se non una diversa formulazione linguistica eventualmente più accessibile, e parimenti gli alunni non devono fare commenti o domande, o esprimere a voce alta ciò che pensano. Questo è fondamentale per poter determinare oggettivamente il livello di partenza (L.P.).

2. Condizioni metodologiche per l'avvio alla socializzazione

a) criteri per l'individuazione del campione ai fini della sua implementazione
Dopo che gli alunni hanno fornito per iscritto, sul quaderno e apponendo la data, una risposta che essi ritengono significativa al problema posto dall’insegnante, il docente chiede a ciascuno di contare con quante parole aventi significato pieno hanno cercato di dare una definizione. Chiarisce che gli articoli, le preposizioni, le congiunzioni ecc. sono parole aventi funzione di legame o di collegamento, ma non hanno significato pieno, come invece i sostantivi, gli aggettivi qualificativi, i verbi, ecc.

Riflessione:
Per fare ciò, l'insegnante guida in pratica gli alunni a prendere coscienza del significato di proposizione non più come unità grammaticale che esprime una azione definita da un verbo, ma come unità di informazione espressa da un argomento e una relazione1.

Invita poi gli alunni che hanno usato un minor numero di parole a leggere la loro risposta e ne sceglie una fra queste; può anche metterne insieme due, avendo cura che in tale risposta o unione di due risposte vi sia almeno un punto relativo alla domanda posta. Cioé, in altre parole, che il campione sia suscettibile di aggregare un confronto il più aperto possibile.
Si applica così un criterio di implementazione simile per certi versi al principio del domino: a una tessera di partenza (la risposta minima ma attinente al tema) si possono via via aggiungere altre tessere congruenti (le risposte arricchenti) fino a formulare un quadro anche vastissimo che si sviluppa lungo una rete logica di collegamenti per analogia o differenza.

b) Sistemazione dei dati mediante lo strumento formativo: tabella a doppia entrata
La configurazione fisica dello strumento di raccolta e sistemazione dei dati, consiste in una tabella a doppia entrata che reca in colonna verticale i nomi degli alunni che man mano offriranno arricchimenti alla risposta campione e, nell’intestazione in orizzontale, le diverse tipologie di risposta alla domanda posta dal docente:

  • risposta campione
  • risposta simile o di arricchimento a quanto già detto
  • risposta diversa ma parimenti arricchente
  • definizioni e/o informazioni ricavate da uno o più dizionari
  • eventuali dati ricavati dalla lettura di un breve testo offerto dal docente
  • stesura di un testo che tenga conto di tutti i dati interessanti offerti (fase di costruzione della conoscenza che dà il livello di uscita (L.U.).

L'insegnante costruisce questa tabella alla lavagna e invita gli studenti a fare altrettanto sui loro quaderni.

tipi di risposta alunni
1
2
3
RISPOSTA DI TIPO A RISPOSTA SIMILE O SOMIGLIANTE AL TIPO A RISPOSTA DIVERSA DAL TIPO A
1
Veronica
L’Ed. Tecnica è una materia che ci insegna a fare tante cose utili e anche dei mestieri come la sarta, l’elettricista, che ci possono servire per un domani    
2
Mariella
  E’ una materia dove imparare a lavorare facendo delle cose che ci possono servire quando siamo grandi  
3
Paola
    L’Ed. Tecnica è una materia dove si studiano la carta, i metalli, il legno, ecc. Poi si fanno dei disegni
4
Ugo
    E’ una materia dove non ci sono i compiti, ma si fanno dei lavori con la carta, la colla e il legno

Avvertenza
Successivamente, man mano che gli alunni comprendono come si possono attuare attività aggreganti, questo tipo di socializzazione viene svolto senza l’uso della tabella, perché si riportano gli arricchimenti direttamente sulla risposta CAmpione abbreviando di molto i tempi.

Riflessione: Rapporto con la ricerca scientifica e valore formativo della socializzazione TA CO.CA

Con questa tecnica, la risposta o risposte CAmpione vengono offerte senz’altro dai ragazzi che scrivono meno e che di solito sono considerati quelli che stanno meno attenti; il confronto prevede così la partecipazione di tutti gli alunni, in quanto tutti hanno costantemente sott’occhio il CAmpione assunto e possono quindi procedere nel confronto delle idee. Con questa tecnica non si richiede l’ascolto obbligato di quanto scritto dai compagni, ma la partecipazione logica, perché ogni alunno deve comprendere quanto offerto dalla risposta CAmpione, verificare, mediante una operazione mentale, se la propria risposta risulta uguale come significato anche se espressa con parole diverse alla risposta CAmpione, e in tal caso se è arricchente o no, oppure se è diversa e se è pertinente in quanto arricchente.
Questo tipo di socializzazione non penalizza nessuno. Anzi, dopo aver apportato tutte le aggregazioni operando in gruppo e aver riscritto la definizione singolarmente, tutti gli alunni hanno l’impressione che essa, sia frutto di un lavoro comune e si rendono conto dell’importanza della socializzazione e della ricchezza offerta dalle diversità di opinioni e idee.
Oltre che su queste considerazioni intese a non tagliare fuori nessun alunno dalla socializzazione e costruzione della conoscenza, la metodologia della TA.CO.CA. è ispirata a quanto si fa nel campo delle ricerca scientifica allorché ad un'équipe di ricercatori viene ad esempio affidata la ricognizione di porzioni di territorio (poniamo un bosco). Al ritorno dalla fase di ricognizione, il coordinatore della ricerca, se vuole conoscere i tipi di essenze e il loro numero nell'intero bosco, comincierà a chiedere ai membri del gruppo chi ha trovato nella propria porzione il minor numero di essenze e la quantità di queste, procedendo poi per aggregazione fino a completare rapidamente il quadro. Questo per motivi di razionalità logica di espansione progressiva delle informazioni a partire dal punto zero, fino a un punto n che invece è ignoto.

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